I sette usurai arrestati dai Carabinieri nei "600 alloggi" di Monterusciello

di Gennaro Del Giudice

POZZUOLI – Tra le vittime c’erano disoccupati, casalinghe e pensionati costretti a chiedere soldi solo per “assicurare un piatto a tavola” ai propri figli o pagare le spese mediche. Sono sette (tra cui 5 donne) gli strozzini arrestati all’alba nella zona popolare dei “600 alloggi” di Monterusciello. Si tratta di: Purificata Avallone, 59 anni; Gennaro Cuordifede, 63 anni; Francesca Cuordifede, 38 anni; Attilia Iovine, 58 anni; Gennaro Mele, 49 anni; Immacolata Varriale, 40 anni e Luisa Varriale, 28 anni, tutti puteolani e appartenenti a due distinti nuclei familiari ovvero i Cuordifede-Mele e gli Avallone, da anni impegnati nelle attività di usura.

 

Una delle 5 donne arrestate nel quartiere di Monterusciello

COMANDAVANO LE DONNE – A capo delle organizzazioni, che applicavano tassi usurai del 60%, c’erano due donne: Purificata Avallone (detta “Nunzia”) e Attilia Iovine. In manette è finita quasi tutta l’intera famiglia Cuordifede:  madre, padre, figlia e il genero Gennaro Mele. Il blitz è scattato alle 5 in esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal Gip di Napoli Pasqualina Paola Laviano. Sequestrati numerosi beni tra cui conti correnti, buoni fruttiferi e 10 veicoli tra moto, furgoni e automobili. A condurre le operazioni i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Pozzuoli diretti dal capitano Elio Norino con il supporto dei militari del decimo Battaglione. I due uomini arrestati sono stati condotti nel carcere di Poggioreale mentre le donne trasferite nella casa circondariale di Pozzuoli eccetto la più giovane, a cui è stato concesso il beneficio dei domiciliari in quanto madre di una bambina di pochi mesi.

 

SOLDI E PIZZINI – Le indagini hanno avuto una svolta dopo le perquisizioni nell’ abitazione dei coniugi Gennaro Cuordifede e Attilia Iovine, Gennaro Mele e Francesca Cuordifede, tutti residenti in via De Chirico. In quell’occasione, gli inquirenti trovarono ingenti quantità di soldi contanti, assegni, libretti postali, buoni fruttiferi per un valore di quasi 40mila euro, appunti e pizzini con i nominativi dei debitori, quasi sempre contraddistinti con un soprannome. E proprio attraverso le loro storie delle vittime dell’ usura, che gli investigatori sono riusciti a ricostruire compiti e ruoli di ognuno dei 7 strozzini: Avallone Purificata e Iovine Attilia sono ritenute le organizzatrici dell’attività criminale con Attilia che aveva anche il ruolo di finanziatrice; Immacolata e Luisa Varriale addette alla riscossione delle rate presso le rispettive abitazioni; Gennaro Cuordifede, la figlia Francesca e il genero Gennaro Mele erano i “tesorieri” ovvero ricoprivano il ruolo di custodi e gestori delle somme di denaro provento dell’attività criminale.

 

LE VITTIME – Tra le vittime, quasi tutte vicine di casa dei “vertici” delle due organizzazioni, anche una donna con un figlio disabile, un manovale e un imprenditore in difficoltà. Le somme, che si aggiravano quasi tutte intorno ai 500 euro, venivano restituite con tassi di interesse del 60%: nella fattispecie attraverso 5 rate da 100 con l’ultima da 150 euro. Somme a cui veniva aggiunto il versamento “a perdere” dei soli interessi mensili qualora la vittima non riusciva a pagare la retta mensile «Mio marito lavora saltuariamente e molte volte non guadagna abbastanza per permetterci di mangiare – raccontò una vittima agli inquirenti – presa dalla disperazione sono costretta a chiedere soldi in prestito».

 

TUTTI I NOMI

 

PURIFICATA AVALLONE – 59 anni

GENNARO CUORDIFEDE – 63 anni

FRANCESCA CUORDIFEDE – 38 anni

ATTILIA IOVENE – 58 anni

GENNARO MELE – 49 anni

IMMACOLATA VARRIALE – 40 anni

LUISA VARRIALE – 28 anni

 

LE FOTO

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