La tabaccheria in via Tito Livio nel Rione Toiano a pochi passi dal comune di Pozzuoli

POZZUOLI –  Ad incastrarli un giubbotto ed un coltello a serramanico, gli stessi utilizzati per la seconda rapina alla tabaccheria che sorge a pochi passi dal Comune di Pozzuoli. Con queste prove che i carabinieri della stazione di Pozzuoli hanno arrestato per rapina aggravata Antonio De Felice, 20 anni, già noto alle forze dell’ordine e Pasquale Manzo, 19 enne, incensurato. Entrambi residenti nel Rione Toiano di Pozzuoli sono accusati insieme da una terza persona in via di identificazione di essere gli autori del raid messo a segno la sera dello scorso 11 gennaio ai danni della tabaccheria che sorge in via Tito Livio, proprio di fronte all’ingresso del comune di Pozzuoli. Lo stesso locale finito nel mirino dei rapinatori appena tre giorni prima (era la sera dell’8 gennaio scorso) quando in tre armati e con i volti coperti da passamontagna portarono via circa mille euro.

LE PROVE – Venerdì scorso invece, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, De Felice e Manzo in compagnia del terzo complice armati di coltello fecero irruzione nel locale di via Tito Livio costringendo il titolare a consegnare loro 15 pacchetti di sigarette e 300 euro in denaro contante prima di darsi alla fuga. Settantadue ore di impunità fino al fermo da parte dei militari diretti dal Maggiore Roberto Spinola che durante perquisizioni domiciliari nell’abitazione di De Felice in via Catullo, nella zona dei cosiddetti “carri armati gialli” hanno sorpreso il 20enne insieme a Pasquale Manzo mentre tentavano di nascondere in un attiguo terrazzo condominiale, un giubbotto di colore nero traslucido con profili laterali di colore bianco e rosso, un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 30 centimetri con impugnatura marrone e 4 pacchetti di sigarette. Da successivi controlli i militari dell’arma, fatti i riscontri con le “tracce” lasciate dagli autori della rapina di venerdì scorso, hanno accertato che l’indumento e il coltello corrispondono a quelli utilizzati per compiere il raid. Incastrati dalle prove a loro carico, Antonio De Felice e Pasquale Manzo sono stati arrestati e dopo le formalità di rito trasferiti al carcere di Poggioreale mentre tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato.

GENNARO DEL GIUDICE