Un prototipo di struttura esterna

POZZUOLI – Sicuramente i cittadini più attenti avranno notato alcuni locali della movida senza le classiche strutture esterne, senza i gazebi nei quali si svolge gran parte dell’attività di somministrazione. Ma, allo stesso tempo, avranno notato anche  le  nuove installazioni che stanno cambiando l’arredo urbano. In sostanza, da una parte si demolisce e dall’altra si “costruisce”. Ma come mai? Cosa sta succedendo? Semplice, è in corso un’ intera riconfigurazione alla luce di quanto disposto dalla Soprintendenza ai Beni architettonici, paesaggistici, artistici e storici di Napoli e Provincia nella persona di Stefano Gizzi.

I CONTATTI CON IL COMUNE – Il tutto risale all’ottobre del 2011 quando la Soprintendenza inviò una sollecitazione scritta alla allora amministrazione comunale presieduta dal sindaco Agostino Magliulo, nella quale si esprimevano pareri negativi sull’abnorme diffusione spontanea di strutture esterne amovibili annesse ai locali commerciali e soprattutto sulla mancata omogeneità delle strutture stesse che spesso rappresentavano delle volumetrie aggiuntive non ammesse dal Piano Territoriale Paesisistico dei Campi Flegrei, sul quale appunto la Soprintendenza è chiamata a vigilare. Nello stesso documento veniva inoltre ribadita la possibilità da parte del Comune di provvedere ad istituire in futuro un concorso pubblico di idee per la costruzione di tali strutture esterne dettando delle linee guida ben precise per la modifica immediata di quelle che erano già in essere all’epoca.

LE NUOVE STRUTTURE – Di seguito i requisiti richiesti per le nuove strutture:

  1. Essere distaccate dalla facciate dei fabbiricati.
  2. Non avere coperture stabili o installare eventuali coperture fisse solo in materiale tessile
  3. Evitare pedane o recinzioni fisse e curare la pavimentazione della aree occupate.
  4. Riservare aree adeguate al passaggio pedonale.

I MODELLI PROPOSTI DAL COMUNE – A questa richiesta è poi seguita una pronta elaborazione da parte dell’amministrazione comunale di tre tipi di strutture amovibili che rispecchiassero i requisiti richiesti. Prototipi che, seppur con qualche osservazione, sono stati dichiarati idonei dalla Soprintendenza con una dichiarazione scritta inviata nel gennaio di quest’anno al Commissario Mastrolitto. Dichiarazione in cui si ammoniva il Comune nell’adottare al più presto possibile un disciplinare inerente l’occupazione di suolo pubblico e una specifica normativa tecnica per l’installazioni di arredi nelle aree prospicienti i pubblici esercizi per ridurre al minimo l’impatto visivo di tali strutture. Ora è corsa contro il tempo per gli esercizi commerciali che dovranno dotarsi di strutture adeguate quanto prima soprattutto visto che la stagione estiva è ormai alle porte.

ALESSIO GAMBARDELLA
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