POZZUOLI – Quanti si sono trovati, almeno una volta, a non avere le monetine e non poter pagare il ticket per la sosta sulle strisce blu rischiando la multa? La sentenza (20/2017) emessa lo scorso 21 febbraio dal Giudice di pace, Giovanni Pesce, di Fondi ha stabilito che ”in mancanza di dispositivi attrezzati col bancomat gli automobilisti potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati” sugli spazi a pagamento nelle strisce blu. Una sentenza che, secondo il sito “Il Diritto Quotidiano Studio Cataldi”, è destinata a fare da “apripista” in situazioni analoghe creando non pochi grattacapi alle Amministrazione Comunali che ancora non si sono adeguate a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016.

Le strisce blu in via Monte Nuovo Licola Patria

L’OBBLIGO PREVISTO DALLA LEGGE – Dal 1 Luglio 2016, infatti, è entrato in vigore l’obbligo per tutti i Comuni di adeguare i dispositivi di controllo della durata della sosta, i parchimetri, per consentire il pagamento anche con carte di credito e bancomat. Un articolo della stessa Legge  prevede però una deroga: l’obbligo può essere disatteso se il Comune è in grado di dimostrare di non aver potuto ottemperarvi per “oggettiva impossibilità tecnica”.
Alcuni Comuni, pochi per la verità, hanno già provveduto ad adeguarsi, altri lo stanno facendo ed in molti non lo hanno ancora fatto adducendo la mancanza del decreto ministeriale e/o un’impossibilità tecnica oggettiva all’installazione. La sentenza del giudice di Fondi però sembra aprire una strada che, soprattutto se percorsa dalle associazioni dei consumatori, costringerà tutti i Comuni ad adeguarsi, almeno parzialmente, in tempi brevi.

IL RICORSO – Una neolaureata, praticante avvocatessa, nello scorso Settembre parcheggiò la propria auto su uno stallo con strisce blu a pagamento, ma non avendo a disposizione monete e visto che i parchimetri non consentivano di pagare con carte elettroniche né tantomeno con banconote, decise di parcheggiare ugualmente. Al suo ritorno, sul tergicristalli dell’auto, trovò la multa da 41 euro. Secondo l’avvocatessa si trattava di una profonda ingiustizia e per quanto “l’impresa non valesse la spesa”,decise ugualmente di fare ricorso. Il giudice di pace le ha dato ragione.

ADEGUAMENTO – C’è da sottolineare che il ricorso al giudice di pace ha un costo che parte dai 43 euro (se presentato on line) dunque non saranno in molti a seguire l’avvocatessa anche se qualcuno magari proverà a fare ricorso gratuito al Prefetto, rischiando di pagare la multa in misura piena in caso di sconfitta. In ogni caso, contro la decisione del Prefetto è sempre concesso il ricorso al Giudice di Pace nei successivi 30 giorni. Al di là delle questioni legali, sarebbe buona cosa che tutti i Comuni adeguassero i parchimetri, laddove possibile, in modo da agevolare cittadini e turisti che sono disposti tranquillamente a pagare ma che in alcuni casi si trovano impossibilitati a farlo.