La protesta degli operai della "De Vizia" (foto repertorio)

POZZUOLI – E’ terminata con circa 80 denunce per “interruzione di pubblico servizio” la protesta degli operai della “De Vizia Transfer” che nella mattinata di mercoledì avevano bloccato il servizio di raccolta rifiuti in città per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. Uno sciopero  ritenuto illegittimo dai vertici dell’azienda avellinese che ha presentato denuncia di parte nei confronti dei propri dipendenti rivendicando invece una “regolarità” nei pagamenti che saranno effettuati entro il 12 febbraio.

IL BLOCCO –  Una mattinata di tensioni che era iniziata alle 5 quando gli operai del primo turno insieme ai colleghi dei turni successivi davano il via alla protesta. In tutto circa 120 lavoratori che bloccavano ogni attività eccetto quelle essenziali. Alla base della protesta “il mancato pagamento dello stipendio” che a detta dei lavoratori doveva essere versato dall’azienda entro i primi giorni del mese.  «Non abbiamo ancora ricevuto lo stipendio del mese di Dicembre – era la denuncia di Emilio, uno dei 120 operai – Ma non è solo questo. A ciò si aggiungono le precarie condizioni di lavoro e la mancanza di sicurezza».

LA RISPOSTA –  Intanto in città i rifiuti rimanevano a terra mentre nella sede della “De Vizia” di via Campana giungeva una volante del Commissariato di Polizia di Pozzuoli per tenere sotto controllo la situazione. Ma la protesta non cessava. Nel frattempo veniva convocata una riunione tra i rappresentanti del Comune di Pozzuoli e i responsabili dell’azienda.  Una schiarita arrivava intorno alle 12 e dopo le prime trattative la raccolta dei rifiuti in città riprendeva regolarmente con gli operai del secondo turno. Intanto scattavano le denunce per i lavoratori del turno di mattina.  «Il primo turno non ha lavorato, il secondo e terzo lavoreranno – affermava l’assessore all’Ambiente Franco Cammino –  Entro il 12 l’azienda pagherà i propri dipendenti. In realtà quella è la scadenza, ma siccome finora i pagamenti venivano anticipati ai primi del mese ora, dopo qualche giorno di ritardo, i lavoratori hanno deciso di inscenare questa protesta».

GDG