POZZUOLI – Richieste di denaro altissime anche ai danni di piccole attività commerciali, soldi da versare in un’unica soluzione anziché con le classiche rate di Natale, Pasqua e Ferragosto. Estorsioni da 20mila euro che scendono fino a 5mila purché si paghi. Una valanga di richieste, a piccoli e grandi imprenditori, per cercare di imporsi, marcare il territorio con la propria presenza. Anche fisica, con i Ras che si fanno vedere in giro e nei locali della città. In caso contrario minacce e attentati contro chi resiste e non si piega al pizzo. Bombe, spari, incendi e minacce per seminare panico e terrore. Vecchie logiche di camorra che si sposano con le nuove esigenze di fare cassa subito e presto.

SEI ATTENTATI IN POCHI MESI – A Pozzuoli gli ultimi inquietanti episodi hanno alzato il livello d’allarme: dagli incendi che in pochi giorni distrussero il negozio “Coconuda” e il centro di spedizioni Mail Boxes ad Arco Felice, l’attentato fallito ai danni di un negozio di calzature, l’irruzione armata al grido “jatevenne” verso gli operai in un cantiere a Monterusciello, fino alle molotov della settimana scorsa contro un locale per ricevimenti a Lucrino e gli spari contro la saracinesca di una caffetteria ad Agnano. La camorra cerca soldi, linfa per le proprie casse. Quasi inattaccabili i lavori pubblici, i cantieri, grazie al “protocollo blindato” attuato da Prefettura, forze dell’ordine e amministrazioni nei comuni a rischio penetrazione da parte della criminalità organizzata, si cerca denaro dai commercianti: grandi e piccoli, senza distinzione.

NUOVE ALLEANZE – Così come la ricerca di nuove alleanze, soprattutto con i sodalizi vicini spesso in cambio di favori come il supporto logistico per i traffici di sostanze stupefacenti. Un “Do ut des” tra clan: una “mano” sul territorio in cambio di depositi dove stoccare la droga. L’attenzione della DDA è tutta rivolta su Pozzuoli, ad appena 4 mesi dall’operazione “Iron Men”, con la camorra che per l’ennesima volta cerca di rialzare la testa.