POZZUOLI – Era stato arrestato nell’ambito dello sviluppo dell’inchiesta “Iron Men” del novembre 2016, subendo l’aggravamento della misura cautelare dagli arresti domiciliari a quelli in carcere. Ed ora, per Davide De Felice, è arrivata un’altra batosta giudiziaria.

VIOLATI I DOMICILIARI – La Cassazione ha infatti respinto il ricorso del 32enne, volto al ribaltamento della decisione assunta dal Tribunale del Riesame del 4 dicembre scorso, con la quale, appunto, l’uomo era finito dietro le sbarre. Ad aggravare la misura ci sarebbe stata la violazione delle prescrizioni imposte dallo status di detenuto ai domiciliari. De Felice, infatti, avrebbe continuato a svolgere la sua attività di spaccio di hashish anche in casa, ed in particolare tramite una finestra della sua abitazione.

L’INCHIESTA DELLA DDA – Ad essere arrestati assieme all’allora 31enne furono inoltre Paolo Cozzolino, Alfonso Di Bonito, Gennaro Amirante, Antonio Nizzolini, Nicola Vallozzi, Giuseppe Trincone, Gennaro Gaudino e Rosario Tizzano. Gli arresti arrivarono grazie ad un ricorso della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. L’inchiesta permise di ricostruire in nuovi assetti del clan Longobardi-Beneduce, dove a reggere le redini del potere criminale c’erano i fratelli Ferro, nipoti del boss Gaetano Beneduce, recentemente condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore, avvenuto nel rione Toiano nel giugno del 1997.