Antonio e Andrea Ferro

POZZUOLI – Nicola Palumbo non ha mai perdonato ai fratelli di Ferro lo scarso sostegno dato ai detenuti del clan Longobardi-Beneduce e ai loro familiari. Accuse che nel 2014 portano alla rottura totale di un precario accordo tra i due gruppi criminali. La goccia che fece traboccare il vaso furono i 14mila euro versati per gli affiliati da Andrea e Antonio Ferro, somma ritenuta irrisoria da “Faccia abbuffata” a fronte degli introiti da capogiro derivanti dalla gestione dello spaccio di droga e dalle estorsioni. I Ferro -stando al racconto dei collaboratori di giustizia- erano accusati di limitarsi ad aiutare i parenti più stretti, fare affari in Brasile senza garantire il sostegno agli affiliati detenuti. Per almeno tre anni, a partire dall’estate del 2010, che il nuovo pentito di camorra Antonio Ferro insieme al fratello Andrea ha gestito tutte le attività illecite tra Pozzuoli e Quarto, organizzando un clan feroce e stringendo importanti alleanze, come quelle con il clan Mallardo di Giugliano. In particolare, dopo gli arresti dell’operazione “Penelope”, i nipoti del boss Gaetano Beneduce assorbirono nel nuovo “clan Ferro” i vecchi personaggi scampati agli arresti, riducendo all’osso il clan Longobardi, ormai confinato nel quartiere di Monterusciello.

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POCHI SOLDI PER I DETENUTI – Nel gennaio 2013, con la scarcerazione di Nicola Palumbo, però iniziarono i primi problemi. Il ras di Quarto infatti pretese di gestire tutto autonomamente in quanto accusava i fratelli Ferro di non destinare soldi ai detenuti del clan e alle loro famiglie. Ma per i Ferro Pozzuoli, Licola, Monterusciello, Arco Felice e Lucrino non si dovevano toccare. In cambio a Palumbo fu lasciato il territorio di Quarto e le due parti accettarono di mettere su un tavolo comune per tre volte l’anno una somma in denaro per sostenere i detenuti. Alla prima occasione però -stando sempre al racconto dei collaboratori di giustizia- i Ferro si presentarono all’incontro con 14mila euro, una cifra ritenuta irrisoria da Palumbo che ruppe gli accordi. “A quel punto –racconta il collaboratore di giustizia Napoleone Del Sole- Nicola disse che dovevamo prenderci ogni cosa noi, comprandoci anche i loro affiliati. Adesso ci andiamo a prendere tutti i soldi che stanno a Pozzuoli..”. “..Dopo la rottura -racconta ancora- alcuni affiliati dei Ferro come Pinuccio o russo, Angelo Capasso, che però non ha mai abbandonato i Ferro, Pinuccio a ricotta e Piariello passarono con Palumbo”.