La movida a Via Napoli

POZZUOLI – All’indomani della decisione del TAR di sospendere le ordinanze contro i “decibel selvaggi” la città di Pozzuoli si spacca in due. Da un lato ci sono i titolari dei locali che hanno accolto favorevolmente la decisione dei Giudici della Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania; dall’altro invece ci sono i residenti delle zone “calde” della movida, che rivendicano maggiore tranquillità durante le ore notturne. Erano stati proprio questi ultimi ad accogliere con soddisfazione le ordinanze firmate dal Sindaco Vincenzo Figliolia contestate invece dai gestori dei locali della notte, che a detta loro, erano stati penalizzati dalle limitazioni imposte.

 

ECONOMIA IN GINOCCHIO –«Per mesi hanno ammazzato uno dei settori più importanti per l’economia cittadina facendo allontanare i clienti – racconta il titolare di un american bar del centro storico – Ben vengono le regole, è giusto rispettare i cittadini ma bisogna anche tutelare quanti hanno fatto ingenti investimenti e grazie alla loro attività hanno dato vita a un indotto lavorativo». Di tutt’altra idea invece i residenti di Lucrino, Via Napoli e del centro storico, che definiscono “insostenibile” la vita nei centri della movida puteolana. E c’è perfino chi propone un referendum per decidere fino a che ora consentire ai locali di diffondere musica ad alo volume.

 

FAVOREVOLI E CONTRARI – Un tam tam iniziato in strada ma anche sulla rete, dove attraverso i social media si sono accese discussioni in merito al provvedimento del TAR che ha sospeso le ordinanze antidecibel in attesa della discussione del prossimo 7 luglio 2014 «Peccato che ad esultare sono solo i gestori dei locali che antepongono al rispetto per la gente comune il loro avido guadagno.- denuncia attraverso le pagine di Facebook una cittadina – Peccato per le ordinanze del sindaco purtroppo molti non capiscono quanto sia deleterio per bambini e anziani l’insopportabile inquinamento acustico provocato dai locali anche nelle ore in cui dovrebbe esserci la legge a tutelarci» La sospensione è arrivata dopo il ricorso presentato da una società che gestisce un noto locale della movida puteolana, sottoposto a chiusura per 5 giorni. Lette le motivazioni dei legali il Tar ha ordinato la sospensione delle ordinanze sindacali numero 46 del 9 novembre del 2012 e la numero 131 del 11 luglio del 2013 che in sintesi mettevano un tetto all’emissioni sonore fino a mezzanotte per birrerie, pub e american bar; e fino all’una del giorno successivo per discoteche, locali notturni e stabilimenti balneari con “proroga” fino alle 3 di notte il venerdì e sabato.

 

GDG