POZZUOLI – “L’ennesimo atto di sfida alla democrazia lanciato dall’amministrazione”. Sono durissimi i sindacati all’indomani delle due ore ore di sciopero di giovedì, durante il quale – secondo Cgil, Cisl e Uil – a molti dipendenti sarebbe stato impedito di incrociare le braccia. «È doveroso raccontare, con sgomento, che durante lo svolgimento dello sciopero queste Organizzazioni vengono a conoscenza dell’ignobile fatto che a molti dipendenti viene impedito di parteciparvi – sottolineano con una nota congiunta le tre sigle, facendo rifermento ad una comunicazione del dirigente Risorse Umane.

L’ufficio dell’assessore Cammino preso d’assalto dai lavoratori

“VIOLAZIONI DI LEGGE”In questa procedura, indicata dal Capo del Personale, si rilevano almeno un paio di gravi storture o violazioni di legge: in primis, il contratto decentrato a cui si fa riferimento è datato anno 2007, e pertanto obsoleto ed inefficace, in quanto era da rinnovare entro il 31 dicembre 2012 (come imposto dalla legge Brunetta) e ciò non è colpevolmente avvenuto, dando vita alla prima violazione; in secondo luogo, il contingente cui si fa riferimento, è basato su servizi e su una forza lavoro contestualizzati al periodo di riferimento del contratto collettivo decentrato integrativo (2007) che grazie anche ai numerosi prepensionamenti effettuati e non condivisi dalle organizzazioni sindacali di questa Amministrazione comunale, e per i quali è già stata condannata per comportamento antisindacale, avrebbe dovuto essere rivisitata la totale organizzazione del lavoro, che senza la quale rende anacronistico il contingente sia nei numeri che nei servizi».

“VIOLAZIONE DI LEGGE” – In altre parole, il numero di lavoratori che avrebbero dovuto rimanere al loro posto per garantire i servizi essenziali, sarebbe stato troppo alto rispetto a quello reale. Questo in quanto, sempre secondo Cgil, Cisl e Uil, si sarebbe fatto riferimento a dati vecchi di dieci anni, quando a via Tito Livio lavoravano molti più dipendenti. Per in sindacati si sarebbe dunque violata la legge: «La richiamata e necessaria parametrizzazione del contingente unico non poteva essere una discrezione arbitraria demandata ai dirigenti ma, per legge, discussa, approvata e sottoscritta con le organizzazioni sindacali, essendo materia di esclusiva competenza del contratto collettivo decentrato integrativo».

VICENDA IN TRIBUNALE – Durissime le conclusioni a cui arrivano i sindacati, secondo i quali si sarebbe verificato «un goffo tentativo di imbavagliare il diritto allo sciopero, sancito e garantito dalla massima fonte normativa: la Costituzione della Repubblica». La vicenda non finisce qui. Le organizzazioni sindacali hanno infatti già adito le vie legali per presunto comportamento antisindacale dell’amministrazione comunale.