di Gennaro Del Giudice

La discarica degli orrori a Monterusciello

POZZUOLI – Uno “stupro ambientale” consumato tra il silenzio generale. E’ quanto accaduto a Monterusciello, dove ai margini dell’omonima strada che collega il quartiere puteolano al comune di Quarto è stata scoperta un’autentica discarica degli orrori. “Cosa non c’è? Cosa non è stato gettato? Possibile che nessuno abbia visto nulla? Come si è potuto perpetrare un tale scempio?”. Domande legittime che sorgono spontanee dopo aver assistito ad uno scempio consumato in quei quasi mille chilometri quadrati di terreno ai piedi di due enormi pini. A terra, in quello spazio, che sorge a pochi passi da case, esercizi commerciali e dal Palazzetto dello Sport di Pozzuoli, c’è di tutto: animali morti, tra cui un grosso cane di razza pit-bull in stato di decomposizione, montagne di eternit, contenitori di vernice e prodotti chimici, decine di rotoli di guaina bruciati, fanghi, montagne di materiali di risulta, mattoni, rifiuti di giardinaggio, plastica, bottiglie, giocattoli, musicassette, carta, cartoni e perfino cartelle cliniche compilate con tanto di nomi. Insomma di tutto.

 

IL PIT-BULL MORTO – Tutto ciò che è servito a qualcuno per stuprare un terreno trasformandolo in un’autentica bomba ecologica senza che nessuno se ne accorgesse nonostante gli incendi, come dimostrano i numerosi resti di materiali bruciati. All’area si accede dalla strada, da via Monterusciello che ad un tratto diventa via Quarto, lungo un sentiero creato da auto e camion. Oggi l’accesso è reso difficoltoso dall’area resa irrespirabile dalla presenza del grosso animale ormai in stato di decomposizione e dagli insetti che gli gironzolano intorno alla testa. Il pit-bull potrebbe essere stato gettato tra i rifiuti dopo un combattimento, avvelenato o lasciato morire a terra. L’unica certezza è che al momento del ritrovamento il cane aveva un sacco di plastica nero che gli avvolgeva la testa.

 

LA SCOPERTA – La discarica è visibile anche dalla strada, ma nonostante ciò nessuno ne ha mai denunciato l’esistenza. A scoprirla sono stati Ivan Falcone e Gennaro Di Fusco, due attivisti dell’associazione “Rinascita Campi Flegrei” che si sono trovati davanti allo scempio. «Lo abbiamo scoperto due giorni fa ed abbiamo avvisato subito la Polizia Municipale – raccontano – è assurdo che nessuno non se ne sia mai accorto di una bomba ecologica di tale portata». Nonostante ciò, però, tutto è ancora fermo.

 

LE FOTO (di Angelo Greco)

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