POZZUOLI – Blocchi stradali, striscioni, urla, insulti, la disperazione di chi vive l’incubo di ritrovarsi senza un tetto sotto al quale dormire, 40 agenti in assetto antisommossa, dipendenti comunali tenuti in “ostaggio” per un intero pomeriggio, il sindaco di Pozzuoli costretto a “nascondersi” in un’auto della Polizia Municipale per uscire dalla casa comunale assediata. E’ stata una giornata ad alta tensione quella che si è vissuta a Pozzuoli, teatro dell’ennesima protesta del “popolo dei containers”. Ad innescare la rabbia è stato l’esito dell’incontro avvenuto nella tarda mattinata di venerdì tra una delegazione delle 43 famiglie del campo container e il primo cittadino Vincenzo Figliolia. “Doveva darci una risposta e dirci che fine dovevamo fare, invece ha parlato solo delle 19 famiglie assegnatarie. Delle restanti non vuole saperne nulla, vuole dare solo un contributo, ma la casa dobbiamo cercarla noi. I containers alla fine del mese dovranno essere lasciati” hanno raccontato i delegati. Parole che hanno fatto “saltare” il tavolo e inasprito ulteriormente gli animi.LA RIVOLTA – A quel punto è scoppiata la rivolta da parte di circa 100 persone che dopo aver rovesciato cassonetti e bloccato per qualche minuto le strade limitrofe al campo, si sono recati al Rione Toiano presso la sede del comune di Pozzuoli, presidiato fin dalla mattina dalla Polizia di Stato. I manifestanti hanno bloccato via Tito Livio e ogni accesso e uscita dagli uffici del comune fino a tardo pomeriggio. “Vogliamo dare un aiuto, un contributo secondo quanto è previsto dalla legge, seguendo criteri ben precisi. Penso che non sarà concesso solo ai 19 assegnatari ma a tutti in base all’ISEE, ai redditi e altri fattori” -ha spiegato Loretta Tello, responsabile della Gestione amministrativa assegnazione alloggi del Comune di Pozzuoli che ha dialogato con i manifestanti. Parole che non hanno calmato gli animi dei manifestanti che chiedono certezze per l’immediato futuro e, principalmente, di non dover lasciare i containers entro il 30 gennaio senza avere la garanzia di ottenere un alloggio popolare. Garanzie che chiedono tutti: assegnatari in graduatoria e non assegnatari. E proprio quest’ultimi, originariamente occupanti abusivi, rivendicano il “diritto alla casa” in virtù del loro status di residenti riconosciuti all’interno del campo containers da decenni.TENSIONE – La tensione è arrivata alle stelle quando un dirigente di Polizia giunto da Giugliano ha comunicato ai manifestanti che la problematica è nell’Agenda dell’amministrazione comunale, chiedendo però di rimuovere il presidio per consentire l’uscita del personale del comune di Pozzuoli. A quel punto tra urla e insulti, protetto da un folto cordone di poliziotti in assetto antisommossa, un corteo di auto è riuscito a lasciare la casa comunale poco dopo le 18. E nascosto in un’auto della Polizia Municipale i manifestanti hanno visto proprio il sindaco di Pozzuoli che al momento del suo passaggio è stato ricoperto da fischi e insulti.  SINDACO IN SILENZIO – Intanto il sindaco Vincenzo Figliolia resta “ufficialmente” in silenzio: nessuna dichiarazione agli organi di informazione, nessun comunicato stampa, nessun post pubblicato su Facebook dove quotidianamente fa propaganda della sua attività politica e amministrativa. Un atteggiamento forse frutto di una strategia chiara: silenzio su una vicenda delicata da un punto di vista sociale e di ordine pubblico e impopolare dal punto di vista politico. “Strategia” (o diktat) che a sua volta che sembra essere stata accolta da tutte le forze politiche (in maniera bipartistan) che al momento “latitano” sull’argomento. L’unico a parlare al momento è stato il portavoce del sindaco che ha confermato “aiuti in seguito a uno screening che interesserà tutte le famiglie con un’analisi, da parte degli organismi preposti, di tutti i casi e i soggetti interessati”.

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