L'istituto "Oriani" di Licola Borgo

POZZUOLI –  Nonostante le basse temperature, restano spenti i termosifoni all’asilo “Oriani”.  Da 10 giorni infatti nell’istituto materno di Licola Borgo, l’impianto di riscaldamento è fuori uso ed il comune di Pozzuoli per sopperire al guasto, ha inviato finora solamente tre stufe per riscaldare i 120 bambini che occupano le 6 aule della struttura. Una soluzione che si è rivelata insufficiente e che non sarebbe in linea con le più elementari norme di sicurezza: infatti, la presenza di stufe elettriche in aule occupate da bambini di età compresa fra i 3 e i 6 anni potrebbe rappresentare un serio pericolo alla loro incolumità. Ma nonostante ciò, la scuola resta aperta e a dispetto delle basse temperature, da lunedì scorso è ripartita anche la refezione scolastica che costringe le insegnanti per il pranzo e nelle ore pomeridiane, quando il freddo aumenta, a raggruppare i bambini nell’aula più piccola, quella facilmente riscaldabile. Inoltre, ironia della sorte, qualora il comune dovesse decidersi ad inviare altre stufe, l’impianto elettrico dell’istituto non sarebbe in grado di supportare un’ulteriore carico di energia elettrica.

L'assessore provinciale Filippo Monaco

LA RABBIA –  Insomma, una situazione da “terzo mondo” che sta suscitando l’ira dei genitori che da giorni stanno prendendo d’assalto il centralino dell’Ottavo Circolo Oriani di Licola Borgo per chiedere spiegazioni. «Faccio appello alla sensibilità di questa Amministrazione affinché metta i piccoli studenti nelle migliori condizioni per poter svolgere le attività didattiche» afferma l’assessore provinciale Filippo Monaco. Dura è invece l’accusa del consigliere comunale Espedito Fenocchio «Come al solito la superficialità e l’incapacità di questa Giunta emerge anche nella gestione dell’ordinarietà a tal punto da portare i bambini a fare lezioni con i cappotti addosso per mancanza di una certificazione di agibilità. Un problema che poteva essere risolto in 48 ore. Purtroppo, nonostante l’età, anche i bambini hanno capito che quest’amministrazione deve andarsene  a casa».

Il consigliere comunale Espedito Fenocchio

MANCA LA CERTIFICAZIONE DI IDONEITA’Intanto, emergono ulteriori particolari sullo stop alla fornitura di gas all’istituto materno “Oriani”. L’impasse sarebbe dovuta alla mancanza di alcune certificazioni di idoneità: l’azienda che si è aggiudicata la gara per la fornitura di gas infatti non avrebbe prodotto atti idonei per ricevere il “nulla osta” da parte dei vigili del fuoco che avrebbero quindi bloccato il montaggio del nuovo bombolone di gas. Un intoppo giunto lunedì scorso quando, durante la potatura di alcuni alberi nel cortile della scuola, un ramo finiva sul bombolone dismesso provocando una fuga di gas che rendeva necessario l’intervento di pompieri, carabinieri e tecnici comunali. «Il comune avrebbe dovuto pretendere le certificazioni prima del montaggio del bombolone – prosegue Fenocchio – Non si può rimanere ad aspettare che l’azienda produca una nuova documentazione facendo passare del tempo. Questo è un problema che va risolto in 48 ore anche perché ci sono di mezzo bambini piccoli».

L'Assessore alla Pubblica Istruzione Alfonso Trincone

CONFUSIONE AL COMUNE – Una situazione che sembra essere sfuggita al controllo dell’assessore alla Pubblica Istruzione Alfonso Trincone, che il giorno dopo l’incidente (mercoledì 6 marzo) dichiarava: «Entro 2-3 giorni la situazione dovrebbe tornare alla normalità». Trascorsi i tre giorni la di fronte alla stessa situazione ci metteva in contatto con un suo funzionario che con decisione affermava «Lunedì il problema sarà risolto». Ma incredibilmente il lunedì (11 marzo) l’assessore contattato nuovamente dal nostro giornale dichiarava «Il problema è stato risolto» prima di apprendere che in realtà era ancora tutto fermo così come lo era ieri pomeriggio (giovedì 14 marzo) con lo spazio destinato al bombolone del gas ancora vuoto.  «Il comune si era impegnato entro tre giorni ad interrare il bombolone e a ripristinare i riscaldamenti. Da parte nostra abbiamo fattoil possibile, inviando lettere e segnalazioni al comune. I bambini non si trovano in condizioni ottimali e di meglio non si può fare perché con più di tre stufe l’impianto elettrico non regge» è l’amaro commento del vice presidente del consiglio d’istituto  Umberto Mercurio che annuncia nuove proteste da parte dei genitori.

GENNARO DEL GIUDICE

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