La protesta degli operai Igeca di Rione Terra che non ricevono gli stipendi da due mesi

POZZUOLI – Non solo non ricevono lo stipendio ma rischiano anche il licenziamento. È la difficile situazione dei 30 lavoratori della ditta subappaltatrice Igeca del Rione Terra che stamattina, primo giorno di lavoro dopo le ferie estive, hanno incrociato le braccia per protestare contro i mancati pagamenti. Gli operai sono in credito delle due mensilità di luglio e agosto più il saldo Irpef. Mentre i dipendenti dell’altra ditta, la Fipa, attendono solo il pagamento di agosto. «Non si può andare avanti così, per alcuni le cifre che dobbiamo ricevere saranno nulla per noi rappresentano la nostra vita – dicono amareggiati gli operai Igeca – lavoriamo qui da vent’anni, il Rione Terra doveva essere il simbolo della crescita e dello sviluppo di Pozzuoli, sarà invece la nostra tomba».

INCONTRO SINDACALE – In mattinata si è svolta una riunione sindacale, a cui hanno presto parte, oltre alle varie sigle sindacali, Giuseppe Giannini in qualità di responsabile Fipa, Giovanni Giannini direttore generale del Consorzio Rione Terra, Pasquale Palumbo responsabile Igeca. Quest’ultimo ha fatto sapere, tramite gli organi di categoria, che entro la settimana prossima salderà i debiti di luglio, che ammontano a 30mila euro, soldi che dovrebbe ricevere da lavori privati. Questa sarebbe un’alternativa per non dover attendere la fine di settembre e i vari passaggi di liquidità tra la Regione Campania, Consorzio e Igeca. Una soluzione che non è piaciuta ai lavoratori che speravano di ottenere tutto il saldo e non dover attendere ulteriormente. «Quello del Rione Terra è un caso difficile – dice Ciro Giustiniani della Fillea-Cgil (edili) – abbiamo superato due anni di cassa integrazione ed evitato i licenziamenti, ma tale rischio si ripropone, la situazione è critica. Per questo abbiamo chiesto un tavolo prefettizio con il Consorzio e la Regione per avere garanzie sul futuro del cantiere».

«LA REGIONE DIA GARANZIE» Per completare la Rocca ai 140 milioni spesi fino ad ora, servirebbero altri 70 milioni e i 30 finanziati dalla Regione ma mai erogati. Ma incerto è il futuro lavorativo di tutti gli operai del cantiere. «La mancanza degli stipendi rientra in una situazione più grava che incombe sui 100 lavoratori del Rione Terra – spiega Luigi Napolano, rappresentante Cisl – entro dicembre completeremo l’ottavo e nono lotto della Rocca ma siamo ancora in attesa delle autorizzazioni per proseguire i lavori successivi, a queste devono seguire le garanzie di tutti i pagamenti futuri da parte della Regione Campania. Se non dovessero arrivare l’antica Acropoli non sarà mai completata».


UN RICATTO – Ancora incerto sapere cosa faranno domani gli operai, se continuare la protesta o ritornare a lavoro in attesa dei primi soldi, in arrivo, probabilmente, la settimana prossima. Resta comunque il fatto che tale situazione è vissuta dagli operai come un ricatto a cui devono sottostare per paura di perdere definitivamente il posto di lavoro.

VIOLETTA LUONGO

LE FOTO (di Angelo Greco)

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