Paura a Pozzuoli e nel resto dei Campi Flegrei dopo le parole dell'ex boss Carmine Schiavone

POZZUOLI – In merito alla scioccante intervista rilasciata dall’ex boss Carmine Schiavone, nella quale ha dichiarato la presenza di tonnellate di rifiuti tossici sepolte sotto il lungomare di Baia Domitia fino a Pozzuoli, il sindaco della città puteolana ha chiesto l’intervento dell’Arpac, dell’Asl Napoli 2 Nord e del ministero dell’Ambiente affinché chiariscano ogni aspetto della vicenda – è quanto scritto in un comunicato stampa diramato giovedì pomeriggio dal primo cittadino Vincenzo Figliolia attraverso il suo portavoce «Cosa c’è di vero e provato nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Schiavone, rese alcuni giorni fa a Skytg24, in merito al presunto smaltimento illegale nella zona costiera dal Casertano fino a Pozzuoli di rifiuti tossici e pericolosi? Chiediamo alla magistratura di indagare, – dice il primo cittadino – mentre a tutti gli enti coinvolti nella bonifica e nella tutela del nostro territorio chiediamo di fare chiarezza, sgombrando il campo da ogni illazione e allarmismo».

INCREMENTANO LE BONIFICHE – Contestualmente all’appello lanciato ai vari enti il Comune si appresterà a bonificare e pulire gli arenili flegrei, a cominciare da quelli di Licola e Arcofelice. «Premesso che sarà compito della magistratura verificare la piena attendibilità delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia – continua il sindaco Figliolia – Noi vogliamo, comunque, tutelare in ogni modo la comunità di Pozzuoli e per questo chiediamo all’Arpac e all’Asl Napoli 2 Nord di avviare controlli puntuali e chiarire, anche in collaborazione con i tecnici del ministero dell’Ambiente, come stanno realmente le cose. Dal canto nostro, benchè i Comuni abbiano poteri residuali e minimi in questo settore, potenzieremo la già ampia attività di tutela e bonifica ambientale messa in piedi nel primo anno di amministrazione con una differenziata spinta, la pulizia degli arenili a cominciare proprio dalla zona di Licola e di Arco Felice e il recupero del decoro urbano che da anni si era perso. La nostra azione di tutela del territorio è iniziata proprio dalla periferia di Licola, abbandonata da troppi anni, sia dalle amministrazioni comunali precedenti che dai commissari prefettizi».