Ancora polemiche dopo la decisione da parte della dirigente scolastica del Primo Circolo di affidare il servizio mensa a un pub

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – la lettera della direzione cittadina di SEL a firma del dirigente Gennaro Cavaliere e del segretario cittadino Angelo Lucignano in merito alla decisione della dirigente del Primo Circolo didattico di Pozzuoli di affidare il servizio di refezione scolastica ad un pub.

 

LA LETTERA – Premesso che: il Comune di Pozzuoli, tramite una gara di appalto pubblico, ha individuato un fornitore per i pasti alle scuole materne ed elementari del territorio cittadino. Mentre, la direzione del I° Circolo Didattico dello stesso Comune ha deciso di utilizzare, per 2 dei 4 plessi che lo costituiscono, un fornitore diverso. Il Comune, volendo usufruire del primo fornitore per tutte le scuole, così come previsto dal capitolato d’appalto pubblico, non ha autorizzato l’utilizzo dei ticket mensa emessi dall’Ente per coprire i costi della ristorazione al secondo fornitore.

 

IN UN PRIMO MOMENTO, – nei plessi “G. Marconi” e “A. Trincone” la refezione ha rischiato di slittare rispetto al 14 ottobre 2013, data di inizio prevista in tutte le altre scuole del territorio. Con l’incrementarsi delle proteste da parte dei genitori, la direzione del I° C.D. ha deciso di dare comunque inizio alla refezione il 14 di ottobre, chiedendo ai familiari degli alunni di coprire le spese personalmente. I soli genitori che hanno accettato la proposta, hanno versato direttamente alla scuola, con il tramite dei rappresentati di classe, € 3,00 in contanti per ogni pasto. Importo uguale per tutti, indipendentemente dal reddito (i ticket mensa del Comune, invece, hanno un costo diverso a seconda del reddito familiare).

 

 

Angelo Lucignano, coordinatore di SEL Pozzuoli

SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ DI POZZUOLI – rilevato che: il Decreto del Presidente della Repubblica n. 275 dell’8 marzo 1999 sancisce l’autonomia delle istituzioni scolastiche, pertanto dall’anno 2000 queste, pur facendo parte del sistema scolastico nazionale, hanno una propria autonomia amministrativa, didattica e organizzativa. Pur operando nel rispetto delle norme generali sull’istruzione, emanate dallo Stato, le istituzioni scolastiche sono dirette da un proprio dirigente, si avvalgono di una apposita segreteria e redigono un proprio Piano dell’Offerta Formativa (POF). Le istituzioni scolastiche pubbliche, per il loro funzionamento, hanno diritto di ricevere fondi dallo Stato e possono anche ricevere risorse finanziarie da Comuni, Province e Regioni o da altri enti, sia pubblici che privati. Nel citato Decreto non si menziona in alcun modo la mensa scolastica, la ristorazione o la refezione. Pertanto il servizio della mensa scolastica è stato sempre gestito dal Comune di appartenenza della scuola, che formula un proprio regolamento di gestione del servizio. Il Comune può, a seconda dei casi, gestire direttamente il servizio con proprio personale o appaltarlo a ditte di ristorazione.

 

ALCUNE SCUOLE, –  poche unità in tutta Italia, hanno ritenuto che il Legislatore, parlando di autonomia organizzativa nel sopracitato Decreto, volesse implicitamente includere anche il servizio mensa in quegli appalti che i Dirigenti scolastici possono realizzare per proprio conto. Hanno dedotto che è possibile proporre un servizio di ristorazione autogestita, ovvero una mensa direttamente gestita dalle scuole dell’obbligo grazie a modalità stabilite dalle stesse. In alcuni comuni italiani, come quello di Roma, il servizio è stato attivato dagli Istituti Comprensivi, effettuando delle gare d’appalto in proprio ed il Comune provvede all’erogazione del contributo spettante, previa approvazione del Bilancio di previsione. Gli alunni, che usufruiscono della ristorazione autogestita, sono tenuti al pagamento di una somma contributiva mensile, che può variare in base al reddito (Isee) e al numero dei pasti effettivamente fruiti.

 

LA POSSIBILITA’ DI CREARE MENSE AUTOGESTITE, – dunque, non esonera il Dirigente Scolastico dall’osservanza delle norme nazionali e locali. Le scuole di Roma, che decidono di realizzare una gara di appalto in proprio per individuare il fornitore del servizio mensa: 1) devono almeno un anno prima comunicare al Comune il loro progetto, con un preventivo di spesa allegato, in maniera tale che l’Ente pubblico a) possa indicare nella previsione di Bilancio il finanziamento che deve destinare alla scuola che intende autogestire la mensa, b) possa esculdere dal capitolato d’appalto comunale il numero di allievi che entreranno nell’autogestione; 2) devono comunque rispettare nel proprio capitolato d’appalto per la mensa autogestita tutte le norme sulla qualità e quantità dei cibi: dieta settimanale stabilita da un esperto nutrizionista, predisposizione di diete speciali per patologie o allergie, sicurezza e conformità alle norme igienico-sanitarie, soddisfacimento dell’utenza, congruo rapporto qualità-prezzo, tracciabilità degli ingredienti, corretta gestione dei rifiuti, consone modalità di trasporto dei cibi, monitoraggio e valutazione continua del servizio, massima partecipazione di ditte alla gara di appalto, imparzialità nell’aggiudicazione ecc.

SEL AUSPICA – una immediata risoluzione di queste problematiche, in maniera tale che:

1)    Vengano rispettate le procedure sopradescritte, principalmente per tutelare la salute dei bambini, che hanno diritto a cibi di qualità trattati correttamente (“Convenzione dei diritti dell’infanzia”, adottata dall’ONU nel 1989);

2)    Venga garantito il diritto allo studio dei bambini, sancito dall’art. 26 della “Dichiarazione universale dei diritti umani” dell’ONU e ripreso dall’art. 34 della Costituzione Italiana;

3)    Siano garantiti pari trattamenti a tutti gli alunni della scuola primaria e della scuola dell’infanzia di Pozzuoli;

4)    Non si appesantiscano le finanze pubbliche con azioni che richiedono costi maggiori (e più precisamente: ogni gara di appalto ha un suo costo insito, più gare di bandiscono più costi ci sono per la comunità, inoltre il costo unitario dei pasti dovrebbe comunque essere di poco inferiore o superiore a quello ottenuto nella gara comunale, altrimenti la mensa autogestita dalle scuole porterebbe ad un aumento della spesa pubblica per la stessa comunità);

5)    Si individuino le persone che hanno provocato queste problematiche e si preveda per loro sanzioni adeguate a tali responsabilità.

Il pranzo a scuola è considerato un momento educativo, sia rispetto allo sviluppo di un adeguato rapporto con il cibo, sia come condivisione di un momento di alta socialità. A causa delle problematiche che si sono presentate al I° C.D. di Pozzuoli, attualmente molte famiglie hanno deciso di non far partecipare al pranzo scolastico i propri figli, che perdono così un momento importante di socializzazione e si privano delle attività scolastiche pomeridiane.