POZZUOLI – Arrestati i generi del boss di Pozzuoli, Gennaro Longobardi. Si tratta di Gennaro Amirante, 39 anni, alias “Gennarino scimità”, arrestato per estorsione lo scorso 6 aprile insieme al suocero; e di Salvatore Carullo, 35 anni, sposato con una delle figlie del boss e anch’egli residente nel quartiere di Monterusciello. I due sono accusati di tentata rapina a mano armata ai danni di un furgone carico di medicinali avvenuta il 18 gennaio scorso a Napoli.

GLI ARRESTI – I due sono stati raggiunti da un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Gip di Napoli al termine di una attività di indagine svolta dalla squadra di Polizia Giudiziaria della Stradale di Napoli. Per Gennaro Amirante, detenuto presso il carcere di Secondigliano, è stata disposta la custodia cautelare in carcere presso il quale è detenuto dopo l’arresto, in seguito a un decreto di fermo, per estorsione ai danni del ristorante “Bobò” di Pozzuoli compiuta insieme al boss; mentre per Salvatore Carullo sono stati disposti gli arresti domiciliari.

LA TENTATA RAPINA – Amirante e Carullo lo scorso 18 gennaio tentarono di rapinare un furgone carico di medicinali in via Reggia di Portici. I due, a bordo di una Toyota, approfittando di una restrizione della corsia, bloccarono il veicolo dopo avergli tagliato la strada. Armati di pistola, aprirono la portiera del lato guida tentando di prendere il mezzo. Ma, inaspettatamente, arrivò la reazione dell’autista che azionò il sistema anti-rapina mettendo in fuga i rapinatori. Immediatamente scattarono le indagini da parte della squadra investigativa della Stradale che permettevano di individuare la Toyota utilizzata per la rapina e a risalire all’identità dei due malviventi.