via Sibilla, strada dove sorgono gli stabilimenti balneari

POZZUOLI –  Pretendeva soldi per ogni festa, 500 euro in denaro contante da versare nelle casse degli “amici di Pozzuoli”. Il suo obiettivo era diventato uno dei tanti stabilimenti balneari di Licola Mare che di notte si trasformano in discoteche, la sua vittima un organizzatore di eventi che lo ha poi riconosciuto formalmente in fotografia facendolo arrestare dai Carabinieri. Così è finito in manette per tentata estorsione aggravata Salvatore Riccio, 57 anni,  residente a Giugliano in Vicinale Masseria Vecchia, nome già noto alle forze dell’ordine e ritenuto affiliato al clan camorristico “Longobardi-Beneduce”.

LA MINACCIA –  L’uomo, destinatario di un fermo emesso dal PM della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli il 22 maggio scorso con l’accusa di per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla circostanza di aver agito per favorire le attività illecite di un sodalizio di tipo mafioso, è stato fermato dai carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli. Riccio è gravemente indiziato per avere, nel mese in corso, avvicinato in 2 distinte occasioni un 40enne di Napoli organizzatore di eventi danzanti in uno stabilimento balneare a Licola intimandogli, con la forza d’intimidazione di appartenere al clan camorristico, di consegnare agli “Amici di Pozzuoli” 500 euro in denaro contante per ogni evento che avrebbe organizzato. A quel punto, probabilmente  a seguito di una segnalazione o una denuncia da parte della vittima il 57enne, dopo essere stato formalmente riconosciuto in fotografia dalla vittima, veniva arrestato dai militari e condotto nel carcere di Secondigliano.

RACKET DELLE FESTE –  Business degli stabilimenti balneari che fanno gola alla criminalità organizzata. L’anno scorso, sempre di questi tempi, i carabinieri arrestarono per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto abusivo di armi da fuoco e ricettazione Biagio Gargiulo, 35 anni, , personaggio già noto alle forze dell’ordine e ritenuto dagli investigatori affiliato al clan camorristico “Longobardi–Beneduce”. «Vengo per conto degli “amici di Quarto” devi consegnarmi tutto l’incasso della serata»  così Gargiulo una domenica notte durante una serata danzante si presentò al 46enne proprietario di un lido turistico in via Sibilla a Licola Mare, pretendendo l’intero incasso della serata e minacciando la vittima con una pistola. Ma Gargiulo in quell’occasione non fece i conti con i carabinieri, che appostati nelle vicinanze, lo arrestarono.

GENNARO DEL GIUDICE