La protesta dei lavoratori del Rione Terra e nel riquadro il manifestante ferito

POZZUOLI – Non si placa la protesta degli operai del Rione Terra di Pozzuoli. Dopo lo stop ai lavori a causa del mancato pagamento degli ultimi due stipendi e le procedure di mobilità in scadenza il prossimo 5 ottobre, nella mattina di martedì in 100 circa hanno dato vita ad un sit-in di protesta ai piedi dell’antica Rocca, nello spazio antistante al “Monumento ai Caduti”.  Una manifestazione pacifica che ha vissuto attimi di tensione quando un uomo alla guida di un’auto ha tentato di sfondare il blocco investendo alcuni manifestanti. Tra questi, ad avere la peggio Luigi Carulo, 46 anni, puteolano. L’uomo ha subito una frattura al terzo metacarpo, una contusione al ginocchio e alcune escoriazioni. Soccorso sul posto da un’ambulanza del 118 è stato poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. Dimesso nella tarda mattinata, se la caverà con 10 giorni di prognosi.

 

LO SFOGO –  Denunciato invece l’automobilista, che è stato subito bloccato e fermato dagli agenti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli presenti sul posto. «Mi trovavo in via Marconi all’altezza dell’ex cinema quando ho visto quell’uomo agitato che pretendeva di passare gridando che doveva recarsi al lavoro – ha raccontato Luigi al telefono – Sono senza stipendio da due mesi, stiamo vivendo un calvario che va avanti da tempo e ora mi è toccato anche essere investito» è stato l’amaro sfogo dell’uomo. Intanto il conducente della vettura è stato fermato e denunciato dalla Polizia presente sul posto.

 

LA PROTESTA – Il sit-in di protesta, improvviso e che ha colto di sorpresa anche i sindacati, si è concluso alle 10 e 30 circa dopo che ai manifestanti erano giunte rassicurazioni sul pagamento delle due mensilità arretrate. «Ad oggi mancano gli stipendi di agosto, settembre e alcuni saldi a causa di mancanza di liquidità per soldi che le società non hanno ricevuto dalla Regione – spiega Ciro Giustiniano, responsabile provinciale Finlea CGIL –Domani comunque riprenderanno i lavori  in quanto a giorni dovrebbe partire la delibera per il finanziamento delle mensilità arretrate». Nello specifico, i 30 dipendenti dell’IGECA avanzano ancora due stipendi mentre i 90 della FI.PA. (Fiore-Pacifico) attendono una mensilità e un saldo. Ma il pericolo più grande in questo momento è rappresentato dai licenziamenti che incombono sui 120 lavoratori a causa della mancanza di commesse.  «La situazione è preoccupante non tanto per gli stipendi arretrati che prima o poi arriveranno ma per il pericolo licenziamenti – spiega Valerio Medici, rappresentante sindacale della UIL – l’unico spiraglio resta lo sblocco dei lavori al lotto 9 che potrebbero così dare nuova occupazione».

 

GENNARO DEL GIUDICE