Il monte San Angelo brucia ancora

POZZUOLI – Se in molti nutrivano sospetti riguardo la dolosità degli ultimi roghi che in questi giorni hanno colpito alcune delle alture flegree, dopo il nuovo incendio sviluppatosi ieri sul Monte Sant’Angelo questi sospetti ora sembrano certezze. Infatti se martedì sera la situazione sembrava essere tornata sotto controllo con lo spegnimento ad opera dei vigili del fuoco di un focolaio di modeste dimensioni, a 48 ore di distanza lo stesso scenario si è improvvisamente ripetuto ma con una differenza: le dimensioni dell’incendio questa volta erano di gran lunga più estese e molto più violento.

INCENDI DOLOSI? – Incendi che nell’ultima settimana hanno colpito a più riprese due dei monti più abituati a questi tipi di episodi durante le estati puteolane: Monte Nuovo e Monte Sant’Angelo. Due incendi in due luoghi diversi ma accomunati da una serie di dubbi e sospetti che riguardano la loro dolosità. Riguardo il Monte Nuovo i dubbi erano stati sollevati da alcuni residenti del luogo che avevano avvistato un gruppo di ragazzi intrattenersi ben oltre l’orario di chiusura dell’Oasi Naturalistica tanto da convincersi a sporgere denuncia e a chiedere l’installazione di un sistema di video-sorveglianza. Mentre per altri ancora la causa era da ricercarsi nell’atterraggio delle roventi lanterne cinesi. Ma i dubbi sulla dolosità degli incendi di questi giorni sembrano essere definitivamente confermati dalle modalità anomale con cui si è sviluppato il rogo che ha colpito monte Sant’Angelo nella giornata di ieri.

Alcuni focolai

INCENDIO ANOMALO – Anomalo è il fatto che tale incendio si sia sviluppato all’improvviso e con violenza solo nel tardo pomeriggio, verso le 18.30, quando il sole ormai si avviava al tramonto e non era certamente il sole rovente delle ore di punta. Inoltre nessun piccolo focolaio o colonna di fumo erano stati registrati nelle ore precedenti il rogo e tali da preavvisare lo sviluppo imminente di un incendio così esteso e con fiamme altissime da lambire le vicine abitazioni. Un incendio che a guardarlo da lontano appare ancora più anomalo a causa di un visibile confine costituito da lingue di fuoco più marcate tanto da formare un “anello infuocato”, quasi che quell’ampia zona oggetto del rogo fosse stata delimitata dal rilascio di qualche combustibile. Un incendio dapprima nato sul lato del monte che si staglia su Monterusciello ma che poi si è rapidamente esteso anche sul versante che affaccia sul Rione Toiano. Fiamme e fumo che hanno attirato l’attenzione di molti curiosi tanto da costringere una pattuglia dei Carabinieri a sostare lungo le piazzole di sosta della vicina tangenziale per evitare che essi si fermassero e creassero pericoli alla viabilità.

A CHI GIOVA TUTTO QUESTO? – Episodi non nuovi che puntualmente ogni estate si ripetono. Ma allora alcune domande sorgono spontanee: a chi giova? quali interessi sono coinvolti? Solitamente le cause di un incendio sono imprudenza, caldo eccessivo, atti di piromania. Ma negli ultimi anni, con una normativa edilizia sempre più stringente per combattere gli abusi, tra incendi ed edilizia si è creato uno stretto legame. Infatti se con una vegetazione intatta allargare o costruire nuove abitazioni risulta impossibile senza il nullaosta del Corpo Forestale che ne autorizzi l’abbattimento della vegetazione che lì vi insiste, bruciando il tutto il problema viene pericolosamente aggirato. E secondo molti le cause sono da ricercare proprio in queste pericolose pratiche poiché non sono rari i casi in cui in tali distese, ormai bruciate, sono sorti orti, vigne, piccole abitazioni di campagna o vere e proprie ville.

ALESSIO GAMBARDELLA
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