POZZUOLI – Un gruppo criminale che sta nascendo attorno a figure folli e violente e che ha dichiarato guerra agli “eredi” dei Longobardi e Beneduce. Sullo sfondo il business del pizzo e della droga, il controllo delle piazze di spaccio a Monterusciello, Toiano e Licola ancora gestite dal “sistema” e dai “sopravvissuti” alle operazioni “Penelope” e “Iron Men”. E’ la camorra di terza generazione, quella che vede alla ribalta boss in erba in stile “Gomorra”. Gambizzazioni, spari, stese, azioni plateali per terrorizzare e affermare la propria forza. Il terreno di battaglia è l’ex roccaforte di Gennaro Longobardi, il quartiere di Monterusciello dove il boss aveva rimesso le radici dopo la scarcerazione nella primavera del 2016.

RAID E SPARI – In questo clima che in sei giorni due attività commerciali sono state bersagliate dai colpi di arma da fuoco e un pregiudicato è stato ferito. Raid avvenuti in storiche piazze di spaccio: il 3 settembre in quella dei “600 alloggi” con il ferimento di Giuseppe Aran e due giorni fa con gli spari nelle serrande del supermercato “Carbone”, nel lotto 1, altra piazza di spaccio ai tempi del gruppo Ferro gestita -secondo quanto raccontato dai collaboratori di giustizia- da Gennaro Gaudino alias “Genny”. Da una parte quindi i superstiti, personaggi di basso spessore criminale, al momento senza leader né figure carismatiche da seguire, che cercano di dare un continuum alle attività gestite dai Longobardi-Beneduce prima e dai Ferro, Del Sole e Palumbo poi; dall’altra un nuovo gruppo con un nuovo aspirante boss, che con violenza sta tentando di affermare la propria supremazia.

LA PAURA – Intanto la gente ha paura, specie nel quartiere di Monterusciello, dove la gente racconta di altri spari avvenuti in via Libero Bovio, nei pressi dello stazionamento dei pullman e della casa del boss Longobardi, pochi minuti dopo il raid contro il supermercato Carbone. Circostanza poco chiara, che al momento non ha trovato riscontro sul terreno dove non sono state rinvenute tracce di spari. Ma la tensione resta alta, come l’attesa per quello che sarà il prossimo bersaglio, la prossima mossa. Una guerra che arriva alla vigilia dell’inizio del maxi processo “Iron Men”, che vede alla sbarra la seconda generazione di camorristi. Quella appena sconfitta.