POZZUOLI – Se ne discuterà il prossimo del ricorso presentato dalla giunta comunale contro l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. L’organismo presieduto da Raffaele Cantone ha infatti deciso di sanzionare l’intera squadra di governo cittadino, compreso il sindaco Figliolia, per non aver aggiornato il “Piano triennale di prevenzione anticorruzione”.

MILLE EURO DI MULTA CIASCUNO – A tutti i componenti dell’esecutivo, compreso chi già da qualche tempo non ne faccia più parte, l’Anac ha decretato una sanzione da mille euro ciascuno. Ma tutti gli assessori ed il primo cittadino hanno fatto ricorso in Tribunale, difendendosi dall’accusa. Nel frattempo, il Piano triennale è stato aggiornato e di somme non ne sono state pagate, in attesa che i magistrati esaminino la questione.

SOLLECITI E GIUSTIFICAZIONI – La vicenda è iniziata nel 2016, quando dall’Anac è partita una nota «inviata ai dirigenti ed ai referenti per la trasparenza, e per conoscenza anche al Segretario Generale, al Presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione, al Sindaco ed all’Assessore alla trasparenza, ha informato del termine di scadenza dell’aggiornamento del programma e ha chiesto di fornire ogni utile osservazione e proposta per rendere quanto più trasparente possibile l’attività dell’amministrazione; la richiesta è rimasta priva di riscontro, così come il successivo sollecito». Tutto ciò accadeva nel gennaio dell’anno scorso.

Il segretario generale Matteo Sperandeo

PIANO AGGIORNATO, MA NON BASTA – Successivamente, a giugno, «tali richieste sono state ulteriormente ribadite con altra nota». Ad ottobre il Piano veniva aggiornato a pubblicato ed il segretario generale di via Tito Livio «si è riservato di provvedere, entro il termine assegnato dei 20 giorni, ad esporre le motivazioni del ritardo occorso attraverso lo produzione di memorie e controdeduzioni». A novembre, poi, il segretario invia una nota all’Autorità «a giustificazione del ritardo con il quale l’Amministrazione ha provveduto all’adozione dei provvedimenti in parola, ha richiamato le difficoltà in cui egli, anche nella veste di segretario generale, è chiamato ad operare; con la medesima nota egli ha chiesto di essere ascoltato in audizione presso l’autorità». L’audizione si è tenuta il 14 novembre. Eppure, secondo l’Anac, «L’adozione dei provvedimenti è intervenuta (25 ottobre 2016) solo successivamente alla comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio (12 ottobre 2016); tale circostanza, come anche specificato nella comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio, rileva solo ai fini della quantificazione della sanzione.

SEGRETARIO IN BUONA FEDE – Nel provvedimento si legge inoltre che l’inadempimento «trovi la sua giustificazione nell’individuazione, da parte dell’organo di indirizzo politico, di priorità in settori dell’attività amministrativa diverse, rispetto a quelle pure importanti e strategiche, della trasparenza e della prevenzione del rischio corruttivo al quale è risultato fortemente esposto il comune di Pozzuoli».

“SINDACO SANZIONABILE” – Il comportamento del segretario generale viene definito in buona fede. Secondo Raffale Cantone: «si ritiene, invece, sanzionabile il comportamento del Sindaco e degli altri componenti della Giunta comunale per non aver tenuto in debito conto la rilevanza dell’attività di prevenzione della corruzione, prediligendo di indirizzare l’azione amministrativa in altri ambiti».