Il monitor "donato" da una delle guardie giurate

POZZUOLI – Dopo il flop per il suo mancato utilizzo ora arrivano anche le lamentele dei vigilantes. Non trova pace il parcheggio “Multipiano” di via Napoli, ormai autentico “oggetto del mistero” per gli automobilisti che affollano uno dei cuori della movida flegrea. Negli ultimi giorni infatti è arrivata la denuncia degli addetti al parcheggio, che hanno raccontato la mancanza di sicurezza e le a cui vanno incontro quotidianamente durante i turni di lavoro all’interno del mega-parcheggio.

I "guardiani" del Multipiano

I DEFICIT –  «Nelle ore notturne la nostra incolumità è a rischio» denunciano le guardie. Tra le problematiche portate alla ribalta, l’assenza di un collegamento telefonico diretto, fondamentale per le situazioni di emergenza, tra le due postazioni di vigilanza: la prima situata al quarto piano e la seconda al pianterreno. Quest’ultima è stata realizzata recentemente  (ricavata dagli spazi in precedenza occupati da posti auto) e solo dopo le proteste degli addetti al parcheggio, che per circa due mesi  sono stati costretti ad avere una postazione nella quale passava una condotta fognaria.  A ciò si aggiunge il deficitario sistema di sorveglianza, che consta attualmente del solo funzionamento di quattro telecamere che trasmettono immagini grazie ad un monitor messo a disposizione da una delle guardie giurate. Senza la sua “buona volontà”,  il sistema di telecamere a nulla sarebbe servito.  Il che la dice lunga sul modo in cui sono stati progetti diversi ambienti.

PRESENZE SGRADITE – Numerosi sono i malintenzionati e le coppie in cerca di intimità che negli ultimi mesi si sono introdotti nottetempo all’interno del parcheggio e fermati solo grazie alla presenza delle guardie giurate che durante tutta la notte presidiano la struttura. Gli stessi che hanno chiesto più volte all’ente comunale, al fine di salvaguardare la loro incolumità evitando il ripetersi di tali situazioni, l’installazione di un cancello all’ingresso pedonale e di grate all’ultimo piano, al pianoterra e al primo piano in modo da impedire l’accesso dalla strada e dalle scale antincendio, dove occorre ancora predisporre, all’interno del sistema di sorveglianza, le telecamere installate solo due settimane fa dopo ben quattro mesi dall’apertura.

GENNARO VOLPE

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