POZZUOLI – Continuano le indagini per far luce sulla morte di Sebastiano Marino, l’operaio deceduto mentre lavorava in un cantiere sul lungomare Sandro Pertini. Sulle cause del decesso pare non ci siano dubbi: l’uomo, 63 anni, è rimasto infilzato da un tondino di ferro dopo aver perso l’equilibrio.

LE DOMANDE DEGLI INQUIRENTI – Dopo essere portato all’ospedale San Paolo dai suoi stessi colleghi e dunque non con un’ambulanza del servizio 118, l’operaio è morto alcune ore dopo. Ad indagare è il commissariato di polizia di Bagnoli, mentre i rilievi tecnici nel cantiere – ed il conseguente sequestro dello stesso – sono stati affidati agli agenti del commissariato di Pozzuoli. Nel cantiere erano state adottate tutte le misure di sicurezza? Quante ore sono trascorse precisamente dall’incidente al decesso? Sebastiano Marino era obbligato ad una imbracatura nel punto in cui si trovava prima della fatale caduta? Domande alla quali si sta cercando di dare una risposta.

STOP AI LAVORI – Abbiamo cercato di contattare i titolari della ditta edile che stava eseguendo i lavori – la Al.Fi S.r.l. di Quarto – ma all’indirizzo della loro sede legale non abbiamo trovato nessuna loro etichetta all’esterno dello stabile. A loro avremmo voluto porre le stesse domande, restando comunque pienamente a disposizione nel caso di eventuali repliche. Alla ditta, nel febbraio scorso, erano stati affidati in via provvisoria (poi divenuta definitiva nel marzo successivo) i lavori per la rifunzionalizzazione dei tratti fognari e stazioni di sollevamento del lungomare, per un importo a base d’asta di poco più di 192mila euro. Con un ribasso del 37,313 per cento, la Al.Fi si aggiudicò la gara mettendosi alle spalle le altre 68 ditte avevano partecipato al bando.