L'ufficio postale di via Terracciano

POZZUOLI –  Obiettivo pensioni. Sembra essere questo il cruccio dei malviventi che per la terza volta in 2 mesi hanno assaltato l’ufficio postale di via Terracciano sempre alla vigilia del pagamento delle pensioni: Primo dicembre, 4 e 31 gennaio. L’ultimo tentativo ieri notte, ma il colpo ancora una volta è sfumato: anziché banconote,  i malviventi se ne sono tornati a casa con lettere e raccomandate. Sul caso indagano i poliziotti del Commissariato di Pozzuoli diretti dal Vicequestore aggiunto Michele Cante.

LA DINAMICA –  Per entrare nell’edificio i ladri hanno forzato il cancello esterno e si sono introdotti nella sala del recapito corrispondenza, rompendo due finestroni. Una volta all’interno hanno poi tentato di forzare la porta blindata che separa il locale dall’area degli sportelli. Stessa operazione anche per il cancello d’ingresso che immette sulla strada laterale. Sfumato il colpo alle casse i banditi hanno prelevato dei sacchi con della corrispondenza. Prima di andare via, forse per la rabbia di non aver potuto accedere alla sala che immette al caveau hanno danneggiato con furia selvaggia suppellettili e mobili.

LA SCOPERTA   è stata fatta intorno alle 5 di oggi quando sul posto sono giunti gli addetti allo smistamento della corrispondenza. In poco più di due mesi è la terza volta che l’ufficio Postale di Pozzuoli finisce nel mirino dei ladri. E particolare di non poco conto: l’ufficio postale si trova in una via molto frequentata ed è aperto nella parte dedicata agli sportelli dalle 8 alle 20 circa, naturalmente gli orari si riferiscono all’operatività interna. Per tutta la giornata, quando è invece aperto al pubblico, l’ufficio è presidiato dalla vigilanza privata, questo dopo i due furti con scasso e la rapina. Nell’ufficio, proprio dopo i due tentativi di furto, nel corso dei quali la struttura ha registrato notevoli danni, la direzione provinciale ha disposto per  motivi di sicurezza che nella cassaforte non restino banconote.

Il cartello affisso 27 giorni fa sulla porta d'ingresso dell'ufficio postale

NIENTE SOLDI NEL CAVEAU –  Infatti dopo gli ultimi tentativi di furto l’ufficio riceve meno soldi in approvvigionamento ed opera con quelli che incassa agli sportelli, per non avere di sera giacenze e ridurre a zero il rischio tentazioni rapine. Particolare al quale una banda di professionisti sarebbe stata attenta, invece, per la terza volta i ladri sono stati costretti ad accontentarsi di quello che trovavano. Inoltre nella parte posteriore dell’ufficio c’è il salone dedicato alla distribuzione della corrispondenza che apre i battenti alle 5 di mattina.  E’ chiaro che i ladri, visto il traffico della strada e l’apertura di primo mattino dell’ufficio, possano aver operato solo tra mezzanotte e le quattro del mattino. L’attenzione dei ladri si è dunque concentrata sulle assicurate e sulle raccomandate, soprattutto quelle in partenza che a differenza di quelle in arrivo, non contengono bonifici o assegni di disoccupazione.

DANNI –  Al momento sono in corso accertamenti da parte dei funzionari delle Poste Italiane. Si sta cercando di quantificare i danni e capire cosa effettivamente abbiano portato via i ladri. L’assalto di questa notte all’ufficio postale di via Terracciano segue quello del 4 gennaio (appena 27 giorni di distanza) quando ingenti furono i danni alla struttura dove i ladri riuscirono ad entrare dopo aver sfondato uno dei finestroni, punto luce della sala dove operano i portalettere. Una volta all’interno aprirono un varco in un muro divisorio per poi dirigersi  verso il caveau e con una lancia termica  forarono la porta della cassaforte e un armadio blindato che custodiva pochi valori bollati.

PROFESSIONISTI –  Mentre più imponente fu il furto del 1 dicembre quando ad agire fu una squadra di professionisti del furto composta da almeno dieci uomini, divisi in tre gruppi, ognuno aveva il suo compito. Per entrare nell’ufficio centrale delle Poste Italiane utilizzarono fiamme ossidriche, flex, martelli pneumatici, rotto i vetri di una finestra, sfondato un muro e smontato tutte le telecamere di videosorveglianza, tranciato i cavi dell’energia elettrica e quelli telefonici. Ma nel frattempo scattò l’antifurto che lanciò l’sos alla sala operativa dell’istituto di vigilanza e a quella dei carabinieri: in quel lasso di tempo però riuscirono a scassinare l’armadio blindato dove erano contenuti i valori bollati e tentato invano di aprire la porta della cassaforte centrale e quella del postamat. Il bottino fu di circa 50mila euro tra valori e marche da bollo, ingenti i danni alla struttura: oltre 100mila euro.

GENNARO DEL GIUDICE