Niente rifiuti tossici nel lago di Lucrino

POZZUOLI – Niente rifiuti tossici nel lago Lucrino. Lo rivelano le analisi fatte dall’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) tra febbraio, marzo e luglio del 2013 in cui non si evince la presenza di elementi che possono ricondurre a rifiuti tossici. Nella nota firmata dal responsabile territoriale dell’Arpac, dopo il sopralluogo effettuato il 5 novembre scorso in seguito alle rivelazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone, si fa riferimento solamente a presenza di arsenico e idrocarburi sulla superficie dell’acqua in quantità “ammissibili”.

IDROCARBURI PRESENTI PER ALTRI MOTIVI – La concentrazione di arsenico è “da attribuire con una elevata probabilità alla naturale presenza piuttosto che a eventi di inquinamento”; elemento infatti riscontrato anche nel lago d’Averno e da ricondurre all’origine vulcanica dello specchio d’acqua. Quanto agli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), essi sono “da attribuire con buona probabilità all’intenso traffico veicolare che interessa le aree circostanti del lago”, ma anche a combustioni di fogliame, legname, combustibili fossili, provenienti da camini industriali o caldaie domestiche.

CI SONO I “FANGHI DI DRAGAGGIO” – Gli idrocarburi si ritrovano nell’aria e veicolati dal vento e dalla pioggia, finiscono per depositarsi sulla superficie dell’acqua. I rilievi, l’ultimo dei quali risale al 1° luglio di quest’anno, sono stati effettuati in corrispondenza della foce del lago Lucrino, al centro del lago e presso lo scarico delle terme “Stufe di Nerone”. Nella nota, l’Arpac fa riferimento anche ad un esame approfondito dei sedimenti del lago compiuto nel 2009 e dal quale è emersa la semplice presenza di “fanghi di dragaggio” identificati come “rifiuti speciali non pericolosi”.

DATI E RILIEVI APPROFONDITI – «Avevo chiesto io stesso questi dati – dichiara il sindaco Vincenzo Figliolia – per poter tranquillizzare innanzitutto i cittadini, allarmati dalle rivelazioni di Schiavone. I campionamenti confermano che non c’è da preoccuparsi, anche se stiamo valutando assieme all’Arpac e alla commissione regionale Bonifiche ed Ecomafie, l’opportunità di predisporre rilevamenti più approfonditi».

PROSSIMO PASSO, ANALISI DEI TERRENI – Quanto alla zona di Licola Mare, l’assessore all’Ambiente del Comune di Pozzuoli, Franco Cammino afferma: «Siamo in attesa dalla Regione di sapere quanto potranno essere effettuati i telerilevamenti con l’utilizzo di droni in modo da individuare eventuali aree sospette o anomale della superficie del terreno e intervenire con i mezzi adatti per gli scavi e con i tecnici dell’Arpac».