Uno dei momenti di tensione registrati in pieno centro storico

POZZUOLI – Tre risse in pochi minuti. E’ il triste bilancio di un sabato sera di violenze nel centro storico di Pozzuoli. È circa l’una di notte quando in piazza della Repubblica si scatena la prima rissa. Nel giro di pochi minuti, calci, pugni e ceffoni volano a destra e a manca tra due gruppi di giovanissimi, il tutto sotto la vista dei passanti rimasti increduli. Qualche minuto più tardi, il secondo momento di tensione, dovuto ad un discussione piuttosto accesa tra i vigili urbani ed una terza persona giunta in loro prossimità con l’intento di richiedere l’attenzione sulle emissioni sonore delle attività commerciali presenti in zona (nella foto). La situazione sembra andare in escandescenza, con l’uomo che comincia ad inveire contro gli agenti con gesti e parolacce e costringendoli a rincorrerlo per riportare la calma. Passano circa dieci minuti ed è sempre in piazza della Repubblica che gli agenti della municipale sono tenuti a bloccare un altro giovane, al fine di evitare il sfocare di una nuova possibile rissa. Nella bagarre,  l’uomo viene quasi a contatto fisico con gli agenti.

L’INCIVILTÀ È AL TOP – Ma l’inciviltà non è solo questa. Piazza della Repubblica e alcune strade circostanti si presentavano come un immondezzaio a cielo aperto, il tutto agevolato dalla residua presenza di cestini. Carte, bicchieri di plastica buttati per terra, bottiglie di vetro rotte a terra e abbandonate nei luoghi più disparati: basti pensare che domenica scorsa più di dieci bottiglie di vetro furono abbandonate su di un’ auto parcheggiata in Largo Cesare Augusto.

Così si presentava, domenica scorsa un'auto presente su Largo Cesare Augusto (Foto Facebook Pozzuoli-Movida Selvaggia)

L’ORDINANZA – Al fine di evitare il verificarsi di situazioni del genere, fino allo scorso 6 gennaio era in vigore un’apposita ordinanza, la n.52 del 23 novembre del 2012 che al primo ed al terzo comma recitava: “A tutti i titolari e/o gestori di esercizi pubblici di qualsiasi genere, di stabilimenti balneari, di circoli o associazioni private, ai titolari di autorizzazioni e/o licenze per il commercio o la somministrazione di alimenti e bevande su aree pubbliche o private nonché a tutti i titolari di licenze di cui agli artt. 68 e 80 e 86, commi 1 e 2, TULPS e s.m.i. presenti sul territorio comunale ed agli esercizi commerciali e di vicinato, il divieto assoluto di somministrare, di vendere o cedere a terzi, a qualsiasi titolo, in loco o per asporto, anche a mezzo l’utilizzo di distributori automatici. bevande alcoliche, dì qualsiasi gradazione. e non alcoliche, in contenitori di vetro, di qualsiasi forma o dimensione (bicchieri, calici, boccali, ecc..) dalle ore 19.00 alle ore 6,00 del giorno successivo (con l’eccezione degli spazi adibiti a sagre, fiere e feste autorizzate durante lo svolgimento delle medesime e dei dehors o plateatici esterni autorizzati annessi a pubblici esercizi); divieto di consumo, su aree pubbliche, di bevande non alcoliche e di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, in contenitori di vetro. di qualsiasi forma o dimensione (bicchieri, calici, boccali. ecc..), dalle ore 19.00 alle ore 6,00 del giorno successivo (con l’eccezione degli spazi adibiti a sagre, fiere e feste autorizzate durante lo svolgimento delle medesime e dei dehors o plateatici esterni autorizzati annessi a pubblici esercizi)”. Ma l’essere incivile è comunque insita in queste persone. Emblematico è il caso di un giovane che si lasciava letteralmente scappare dalle mani un bicchiere di plastica, dal quale aveva appena finito di bere.

TUTTO È CONSENTITO – Pozzuoli è allo stato attuale, una città dove tutto o quasi è consentito. Basti pensare a diverse situazioni, quali: la possibilità di parcheggiare l’auto sul marciapiede con il rischio, cosi come effettivamente accaduto, che le persone tranquillamente presenti sul marciapiede siano investite;  ridurre diverse zone della città a discariche a cielo aperto; imbrattare i muri come se quest’ultimo fosse un nuovo sport. Una città dove alla luce di tutto ciò, purtroppo non c’è il minimo rispetto delle regole.

GENNARO VOLPE

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