I pesci morti nel lago d'Averno (foto Tony Gaudino)

POZZUOLI – Finalmente arriva un pò di luce sul lago d’Averno dopo i strani fenomeni dei giorni scorsi. «L’Arpac (Agenzia regionale di Protezione Ambientale)  in seguito alle notizie relative ad una moria di pesci nel Lago D’Averno, ha provveduto ad effettuare un sopralluogo nelle aree interessate e a prelevare i campioni necessari alle analisi. Queste le parole dell’assessore all’Ambiente della Ragione Campania Giovanni Romano che poi precisa –  Il sopralluogo è stato effettuato dal Dipartimento provinciale di Napoli dell’Arpac ed è potuto avvenire a seguito del dissequestro del Lago. A breve l’ Arpac consegnerà i risultati, di cui provvederemo a dare informazione» A breve quindi dovremmo avere notizie più chiare su cosa stia accadendo nel lago, sia sulla morte dei pesci che sul cambio di colore dell’acqua.

IL FENOMENO   è ormai vecchio di qualche settimana, quando iniziarono a vedersi a galla i primi cefali boccheggianti. Fenomeno che poi in pochi giorni è aumentato di intensità attirando così numerosi “pescatori” ai quali non è parso vero poter catturare tanti pesci con tanta facilità. Il lago contemporaneamente ha iniziato anche a cambiare colore, l’acqua si è tinta di un celeste molto carico. Assieme al cambio di colorazione in molti hanno avvertito anche un distinto odore di zolfo. Questi due segnali hanno fatto credere a molti che si trattava di un fenomeno di origine vulcanica, essendo presenti sul fondale del lago diverse fumarole.

L'acqua ormai ha cambiato colore (foto Tony Gaudino)

SMENTITA –  Questa teoria è stata però raffredata dal professore Giuseppe Luongo, l’esperto vulcanologo in fatti ha da noi contatto nei giorni scorsi ha dichiarato «Di solito i fenomeni del genere dovuti alle fumarole di solito sono più localizzati e non così estesi. Per avere effetti del genere dovrebbero essere accompagnati da fenomeni anche visibili. Difficile, ma non del tutto impossibile, che sia un fenomeno vulcanico. C’è, comunque, bisogno di analisi delle acque per esprimersi definitivamente sul fenomeno». Più probabile dunque che ci troviamo dinanzi ad una atrofizzazione delle acque, magari dovute al deposito di nitrati sul fondo. L’atrofizzazione potrebbe essere anche causata da sostanze inquinanti, cosa che da sempre preoccupa gli ambientalisti. E da questo punto di vista molti sono gli interrogativi ai quali bisogna dare una risposta quanto più precisa possibile.  Sarà quindi l’Arpac a dare una lettura definitiva al fenomeno con dati alla mano attraverso i quali si potrà capire cosa sta accadendo davvero e magari capire, con notevole ritardo, se i pesci “pescati” sono dannosi alla salute.

ANGELO GRECO
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