A sinistra lo striscione polemico di Pozzuoli ORA! A destra l’assessore Roberto Gerundo

POZZUOLI – Si scalda sempre di più il clima pre-elettorale,  ed anche la presentazione di un progetto urbanistico diventa terreno di scontro tra “competitors”. Giovedì mattina, nella sede della Protezione Civile di Monterusciello, il sindaco Vincenzo Figliolia ha partecipato all’incontro durante il quale sono stati resi noti i dettagli del Mac, il Monterusciello Agro City. Un investimento da ben cinque milioni di euro, che mira a trasformare decine di ettari di terreno agricolo in una risorsa nel cuore del mega-quartiere alle porte della città.

STRISCIONE E VOLANTINI AL VETRIOLO – Ma ad attendere il primo cittadino nonché l’assessore comunale all’Urbanistica Roberto Gerundo e la professoressa Alessandra Como dell’Università di Salerno, c’erano i militanti della coalizione “Pozzuoli ORA!”. All’esterno della sede che ha ospitato l’incontro è stato affisso uno striscione con la scritta “Zero trasparenza”. Duro il contenuto dei volantini distribuiti dai militanti, concentrato soprattutto sul presunto mancato coinvolgimento della cittadinanza in un progetto così importante: «Figliolia ha scientificamente deciso di tenere fuori la cittadinanza tutta, contattando in maniera diretta i partner con i quali partecipare e, quindi, decidere a chi avrebbe beneficiato di questi soldi».

“NESSUN BANDO PUBBLICO” – A corredo dell’accusa, Pozzuoli ORA! ha aggiunto le cifre che spetterebbero ai componenti della squadra che gira attorno al progetto: «Dei cinque milioni del finanziamento tra direzione in capo all’amministrazione e vari partner saranno investiti in totale 1.258.779 euro per pagare lo staff di questa operazione». Infine, l’accusa della coalizione che sfiderà Figliolia tra circa due mesi è quella di non aver fatto ricorso a procedure imparziali o bando pubblico per la selezione dei partner.

“EVIDENZA PUBBLICA NON RICHIESTA” – Accuse rispedite al mittente da parte dell’amministrazione comunale, per bocca dell’assessore Gerundo: «Abbiamo chiamato a collaborare partner che riteniamo meritevoli. Ci siamo informati bene sulle procedure. Ebbene, non risulta che in questa prima fase sia necessaria alcuna evidenza pubblica. Che invece è prevista per i successivi step di avanzamento del progetto. Inoltre, è bene ribadire che il 20 per cento dei finanziamenti previsti saranno a carico dei rispettivi partner: dovranno mettere soldi di tasca propria».