I padiglioni del mercato sono vuoti

POZZUOLI – Prima 30, poi 60, poi 90 ed ora 150, per alcuni numeri che non dicono nulla, per molti sono i giorni di attesa per poter finalmente vedere il Mercato Ittico di via Fasano riaperto. Ebbene sì, i tempi si sono prolungati e i lavori sono ben lontani dalla conclusione. Ora si parla di settembre come mese per il trasferimento dei venditori al dettaglio di pesce, alimentari, frutta e verdura. Un’attesa resa ancora più difficile dalla situazione dell’area mercatale nell’ex Sofer.

 

IL CALDO E IL CATTIVO ODORE – Le tensostrutture che ospitano i commercianti sono piccole serre in cui il cattivo odore è inasprito dall’assenza di areazione, le pedane di legno, soprattutto nella parte ittica, non assorbono l’acqua che rimane stagnata sul pavimento. Le chiamano “celle” i venditori, e già temono di dover trascorrere qui la celebre vigilia di Natale. Al malcontento diffuso degli operatori fa eco quello dei clienti. «E’ un luogo non adatto alla vendita – dice la signora Maria, frequentatrice assidua del mercato ma che ora va raramente – qui il cattivo odore e il caldo sono insopportabili. Ora devo farmi accompagnare da qualcuno con l’auto, prima lo raggiungevo a piedi».

 

 

Un venditore del mercato ittico

MANCANO LE APPROVAZIONI – I lavori per bonificare e riattare l’area di via Fasano procedono ma rilento. «Stiamo aspettando l’approvazione del Genio civile e della Sovrintendenza per la parte riguardante le coperture – spiega Giampaolo Marcellini presidente Unimpresa – per ora sono stati fatti i lavori elettrici e idraulici. Il caldo è pressante, si è parlato di mettere dei ventilatori nelle tensostrutture per migliorare un po’ l’areazione. Ma la situazione rimane tragica, c’è un abbattimento delle vendite del 70%, siamo molto preoccupati».

 

ANCORA UN MIRAGGIO – Mediante delibera di Giunta, sono 570mila euro i capitali da utilizzare per la ristrutturazione del sito. Un mercato che avrà una nuova veste con i tendoni che copriranno non solo gli stand ma anche il percorso pedonale degli operatori e dei clienti, sarà rifatta la pavimentazione e ricostruiti ex novo tutti i box. Ma per ora tutto questo è ancora un miraggio. «Quei pochi clienti scappano, fa troppo caldo e l’aspetto della merce, che risente della situazione, non è accattivante – sottolinea il venditore Bucci – la roba invenduta va poi gettata. Subiamo un doppio danno».  

 

PARERI DISCORDANTI – Pareri discordanti anche tra i clienti, c’è chi lo detesta, chi ricorda l’antico e storico mercato con nostalgia, chi preferisce i centri commerciali. Una soluzione mercatale che non mette d’accordo neanche una coppia di Licola. A lei non piace, ma a lui sì. «Certo fa caldo e non si respira – sottolinea il signor Leonetti – ma l’area è più grande e offre maggiori possibilità di spazio tra un bancone e l’altro».

 

BISOGNA FARE PRESTO – Molti stand però sono chiusi, alcuni commercianti preferiscono vendere altrove, lo spiega il panettiere Antonio: «Dobbiamo dimenticare gli anni d’oro delle vendite, qui non si riesce nemmeno a portare un piatto a tavola, si deve fare presto, molte famiglie sono monoreddito, non si può vivere così. La nostra clientela è costituita da persone anziane che non vengono fin qui per soffrire il caldo». Come è successo ad una donna lo scorso sabato che si è sentita male durante la spesa. «Le mancava l’aria, si sentiva soffocare e scappata via – racconta Enzo che ha un banco di latticini – Abbiamo perso la storica clientela del centro, qui a piedi non si arriva, abbiamo risolto la problematica del parcheggio ma può ospitare solo 30 auto e il sabato è impraticabile. Siamo chiusi in celle, qui ci si ammala, siamo trattati come animali».

 

VIOLETTA LUONGO

LE FOTO (di Angelo Greco)

[cronacaflegrea_slideshow]