Una delle strutture che ospiteranno il mercato di via Fasano

POZZUOLI – Fanno la conta dei danni, della merce buttata e dei mancati guadagni gli 88 operatori del mercato ittico e ortofrutticolo al dettaglio di via Fasano, da venerdì mattina chiuso per “carenze igienico-sanitarie”. Su alcuni quaderni a mo’ di registro di carico e scarico annotano numeri a 5 cifre, per ogni giorno di stop il “danno” totale ammonta a circa 10mila euro che moltiplicati per i 5 giorni di chiusura ad oggi fanno quasi 50mila euro tra mancati introiti e merce che quotidianamente viene buttata via dai depositi. Ma al calcolo meramente economico si accompagna un’altra conta: quella dei giorni che mancano all’apertura del mercato provvisorio nell’area “Ex Sofer”, fino a sabato scorso mega-parcheggio alle porte del centro storico. L’intenzione, al momento dell’annuncio di venerdì sera, era quella di aprirlo per oggi (martedì 16 aprile) ma problemi difficoltà “oggettive” derivanti dall’allestimento dei mega-tendoni avrebbero fatto slittare l’apertura a venerdì prossimo, come confermato ieri mattina dallo stesso Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia «Stiamo lavorando per aprire il prima possibile. Credo che per giovedì o al massimo venerdì ce la faremo».

Giuseppe Cavaliere - uno degli 88 mercatari

ALLARME SOCIALE – Intanto la rabbia per i controlli dei Nas e la conseguente chiusura, attraverso ordinanza sindacale dopo esplicita richiesta dell’Asl, non è ancora sopita. Dietro alle 88 attività che hanno ricevuto lo stop ci sono almeno 300 famiglie che sopravvivono con i proventi delle attività mercatali. La mancata riapertura del mercato rappresenterebbe un’autentica “catastrofe sociale”. Ma il pericolo sembra essere remoto, meno la possibilità di non poter più fare ritorno nella vecchia struttura di via Fasano, che secondo l’agenda comunale dovrà essere sottoposta ad un attento restyling. Problemi strutturali della vecchia struttura potrebbero infatti complicare la riapertura. Intanto, è proprio nell’area aperta un decennio fa che nella mattinata di lunedì  i commercianti hanno liberato i box  e preparato le attrezzature da trasferire nel mercato che aprirà. «Non siamo stati chiusi per la merce avariata ma per la struttura – afferma Giuseppe Cavaliere mentre passeggia tra i box vuoti del mercato ittico – in questi giorni si stanno perdendo decine di euro di guadagni e di merce che viene buttata via. Ci stanno ammazzando, qui almeno 200 famiglie stanno rischiando la fame». 

L'ingresso dell'area "Ex Sofer"

RESPONSABILITA’ – Rabbia che fa la spola tra il mercato chiuso e quello che aprirà, dove si lavora ininterrottamente per allestire le tensostrutture e creare tutte le condizioni necessarie per la vendita di pesce, frutta e verdura «A noi non hanno mai detto niente, ci hanno fatto lavorare sempre in queste condizioni e poi chiudono il mercato perché non è a norma – racconta Gennaro Bucci, mentre assiste ai lavori di allestimento dei capannoni che ospiteranno il mercato. La sua famiglia gestisce un banco alimentari e frutta ormai da 2 generazioni e dopo anni di lavoro oggi sono tutti a casa in attesa di poter riprendere il proprio posto – Mi chiedo, ma di chi sono le responsabilità? La colpa non può essere certamente la nostra ma di chi ci ha messi lì dentro. Possibile che non se ne sono mai accorti? I nostri guadagni già erano in netto calo, basta pensare che in media ogni posteggio fruttava di guadagno netto circa 70 euro al giorno, una vera miseria. A ciò c’è da aggiungere i danni economici derivanti dai prodotti alimentari come formaggi, frutta e verdura che sono andati persi».

INTERROGATIVI – Intanto, nell’attesa del “giorno che verrà” restano una serie di interrogativi:  Come si è potuti arrivare ad una chiusura per “carenze igienico-sanitarie” e strutturali dopo 10 anni di attività? Cosa ha fatto il comune in questo arco di tempo? Chi era deputato al controllo del mercato? Come nel caso del mercato ittico all’ingrosso era prevista la presenza di un sanitario dell’Asl nella struttura? Ci sono state delle omissioni? Dopo i lavori di ristrutturazione del mercato, sarà tutto come prima? L’imponente struttura che sorgerà nell’area ex Sofer durerà davvero fra i 30 e i 60 giorni o dobbiamo aspettarci i classici “tempi biblici”? Ai posteri l’ardua sentenza…

GENNARO DEL GIUDICE

LE FOTO (di Angelo Greco)

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