L'impianto di depurazione di Cuma - Licola

POZZUOLI – Mai più cattivi odori dal depuratore di Cuma. Il Comune di Pozzuoli ha avuto il via libera ai finanziamenti per la realizzazione del nuovo piano di copertura delle vasche del Depuratore e di abbattimento degli odori molesti finanziato dalla Regione. «Il depuratore di Cuma emana un cattivo odore che ha risvolti preoccupanti anche da un punto di vista della salute pubblica, per questo ho disposto una serie di accertamenti ad opera di Asl e Arpac e dalle analisi fatte e dalle relazioni stilate dai tecnici e dal commissario straordinario, è emersa la necessità di avviare il disinquinamento ambientale per i miasmi, con un’azione sinergica da condurre con la Regione. Ringraziamo l’amministrazione regionale per la sollecitudine dimostrata nel prevedere un finanziamento per gli interventi chiesti con urgenza dal Comune di Pozzuoli per ripristinare condizioni minime di vivibilità nella zona del Depuratore». E’ il commento del sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, dopo il via libera e richiesto dal Comune.
UNA LUNGA STORIA – Una vicenda il cui iter burocratico era cominciato il 30 aprile scorso. Quando il il primo cittadino puteolano aveva inviato una lettera all’Asl Napoli 2 Nord e all’Arpac per disporre un’attenta attività di controllo presso il depuratore di Cuma al fine di individuare le cause che determinano il persistere di odori nauseabondi che costringono i cittadini di Licola, nonché i bambini che frequentano le scuole poste in prossimità del depuratore, a subire disagi pregiudizievoli alla loro salute. A tutela della salute pubblica aveva chiesto di prevedere la copertura delle vasche per impedire il persistere della puzza. In seguito furono avviati campionamenti delle acque e analisi dell’inquinamento atmosferico nei pressi del depuratore di Cuma i cui risultati hanno convinto l’assessorato regionale all’Ambiente ad esaudire le richieste del Comune di Pozzuoli, per eliminare il cattivo odore che ammorba l’aria di Licola.
INTERVENTO DELL’ASL – «E’ stato effettuato un sopralluogo presso il Depuratore Napoli Ovest a Licola, per verificare quanto richiesto dal sindaco di Pozzuoli – si legge nella relazione dell’Asl con protocollo n. 359 SISP. Determinazioni – Da questo controllo è emerso che la stazione di arrivo dei liquami (galleria) è munita di un sistema di aspirazione dell’aria dall’esterno verso l’interno, ma la stessa è priva di un sistema di convogliamento, depurazione ed estrazione dell’aria verso l’esterno. Ciò determina la produzione di odori molesti avvertiti durante il sopralluogo. Il primo sollevamento dei liquami, invece, avviene all’interno di un manufatto privo di un sistema di convogliamento, depurazione e estrazione dell’aria verso l’esterno. Anche in questo caso si avvertivano odori molesti. La fase di pre-aerazione avviene in vasche coperte con lastre ondulate in materiale plastico, la cui copertura risulta in un cattivo stato di manutenzione».
SITUAZIONE CRITICA – Successivamente, sulla vicenda è intervenuto anche Nicola dell’Acqua, commissario delegato per la “Situazione di criticità in impianti di depurazione di Acerra, Marcianise, Napoli Nord, Foce Regi Lagni e Cuma”. Nella sua nota inviata alla Regione, all’Asl Napoli 2 Nord, all’Arpac e al custode giudiziario del depuratore, Paolo Massarotti, il commissario ha indicato le «problematiche inerenti la produzione di odori presso l’impianto di Cuma», sottolineando che il «Commissario condivide pienamente le preoccupazioni e le osservazioni tecniche contenute nella nota dell’Asl e, pertanto, ha avviato la progettazione di una serie di interventi volti a limitare la diffusione di odori molesti, che potranno essere realizzati solo con la condizione che la Regione Campania avalli le attività con copertura finanziaria».
OLTRE 2 MILIONI DI EURO – Oggi è arrivato anche il via libera dell’assessore regionale Giovanni Romano, che in una nota ha chiesto che «siano adottati gli atti di competenza per la realizzazione degli interventi indicati nella relazione del commissario», a giudizio del quale occorrerebbero in totale circa 2 milioni e 500 mila euro.