Lungomare "Sandro Pertini"

POZZUOLI – Dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della città ma l’inciviltà che si manifesta in particolar modo nei fine settimana riduce il lungomare a simbolo di mero e proprio degrado. Ormai non si contano più sui muri e sui lampioni le scritte di qualsiasi dimensione e colore, la pavimentazione che in molti tratti ha cambiato colore (si è passati dall’originario bianco all’attuale nero) sintomo questo dello scorrazzare di motorini laddove invece sarebbe vietato, a cui si aggiungono giostrine vandalizzate, carte, bottiglie e gelati, lasciati qua e là senza alcun rispetto del vivere in modo civile, il tutto accentuato dal non costante decoro degli spazi verdi, dalla scarsa manutenzione delle fontane che per questo vanno a formare dei veri e propri acquitrini pericolosi per l’incolumità delle persone e dalla mancata assidua presenza di vigilanza.

LA STORIA SI RIPETE – Problemi, questi, che diventano evidenti soprattutto nel periodo estivo, in cui si registra una maggiore affluenza di persone. La scorsa estate i residenti denunciarono, tra le altre cose, la presenza di motorini parcheggiati fin su l’arenile e di una macchina che “sostava” sul lungomare senza un motivo ben preciso. In tutto questo l’incredulità degli stessi raggiunse l’apice quando fu notata la presenza di un contenitore per la raccolta differenziata pieno di rifiuti di qualsiasi genere, che si trovava in bella mostra accanto alla ringhiera che consente la vista a mare. Quest’anno il copione si ripete ma l’oggetto della discordia è però rappresentato da dei sacchi di color azzurro, la cui presenza non passa certo inosservata sia per la dimensione che per i rifiuti contenuti e che secondo quanto sostenuto dai residenti restano nello stesso posto anche per giorni interi, prima di essere rimossi.

Le giostrine distrutte

LA RISPOSTA DELLA PASSATA AMMINISTRAZIONE – Proprio a seguito delle numerose lamentele e segnalazioni e al fine di poter preservare un’opera costata circa undici milioni di euro, la passata amministrazione comunale, nel mese di ottobre dello scorso anno decise di realizzare “dei lavori di somma urgenza per la manutenzione straordinaria delle aree attrezzate del lungomare, il tutto finalizzato al ripristino delle condizioni di sicurezza ed a tutela della pubblica e privata incolumità”. Lavori che alla fine dei conti erano stati utili per riportare decoro e sicurezza ma che nel contempo si sono dimostrati insufficienti senza la predisposizione di un piano che prevedesse la sorveglianza e la manutenzione continua del lungomare.

 VIDEOSORVEGLIANZA ASSENTE – Per poter dirimere parte di questi problemi una soluzione potrebbe essere rappresentata dall’entrata in funzione del sistema di videosorveglianza. A tal riguardo con apposita delibera del giugno del 2010, il commissario prefettizio Aragno dava il là, attraverso un mutuo contratto con la Cassa DD.PP. risalente al 2006, all’approvazione del progetto definitivo per il completamento dell’infrastruttura necessaria a garantire il passaggio della rete multiservizio dell’ente comunale in fibra ottica, che consentiva tra l’altro l’adozione di un sistema di videosorveglianza territoriale. In particolar modo con il suddetto progetto, in città vennero individuati 25 punti nevralgici per l’installazione delle telecamere, di cui tre, quali Villa Serapide, Villa Comunale e il Lungomare Sandro Pertini, che furono ritenute come aree prioritarie al fine di garantire la tutela del patrimonio pubblico. Proprio per questo si decise di predisporre l’attuazione “di un primo step operativo di videosorveglianza da attuare nei modi e nei tempi più immediati”. Ma nonostante ciò non si è dato seguito alle premesse iniziali, in questa direzione però un piccolo spiraglio viene dall’ultimo vertice sulla sicurezza in città svoltosi nelle scorse settimane tra il prefetto di Napoli Andrea De Martino e il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, dal quale è emerso che nel breve termine, dopo tanti anni dall’avvio del progetto, questo dovrebbe finalmente vedere la luce tanto attesa.

GENNARO VOLPE

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