Gli Lsu all'interno del comune di Pozzuoli (foto di archivio)

POZZUOLI – Cassonetti riversati, carte e accessori da scrivania rovesciati a terra e poi rialzati. A Pozzuoli gli LSU prima protestano e poi ripuliscono. Caos questa mattina nella palazzina del sindaco Vincenzo Figliolia messa a soqquadro dai Lavoratori Socialmente Utili. Una mattinata di tensione vissuta al Municipio in via Tito Livio. Una cinquantina, dei 230 LSU, addetti alla nettezza urbana, hanno occupato il pian terreno dell’edificio per chiedere un incontro con il sindaco. In attesa di salari e compensi, per chiarire la definizione dei progetti sulla gestione dei rifiuti, questi alcuni dei motivi della protesta. Durante la protesta i manifestanti hanno rumoreggiato grattando dietro alle porte degli uffici. Striscioni e manifesti all’esterno del Comune, sul posto sono giunti anche  gli agenti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli. Una manifestazione durata un’ora alla fine della quale gli stessi Lsu hanno ripulito il piano che avevano sporcato.

ARRABBIATO IL SINDACO – Protesta che ha fatto infuriare l’amministrazione comunale. «Non sono più disponibile a tollerare proteste come quelle di oggi. Malgrado la situazione economica molto complicata del nostro Comune e 1050 dipendenti che ogni mese costano 3 milioni di euro tra stipendi e oneri, in due anni abbiamo portato il salario accessorio degli Lsu da 518mila a 750mila euro. Serve un po’ di buonsenso da parte loro, visto che nella nostra città esistono anche migliaia di disoccupati che non percepiscono alcun reddito». Lo stesso assessore al Personale Franco Cammino precisa: «Quando ci siamo insediati nel 2012 il fondo destinato al salario accessorio degli Lsu è stato subito aumentato per venire incontro alle loro esigenze. Abbiamo erogato anche compensi relativi a turni festivi e notturni. Non si riesce davvero a comprendere i motivi di una protesta che ha messo a soqquadro gli uffici comunali».