L'arrivo dei Carabinieri in via Battisti

POZZUOLI – La tensione è aumentata quando verso la mezzanotte per la seconda volta il Capitano dei Vigili Urbani Silvia Mignone disponeva la chiusura di via Battisti impedendo l’afflusso di auto verso il porto e consentendone solo l’uscita. “Motivi di pubblica sicurezza” la ragione che portava a tale disposizione poiché sia il molo Caligoliano, sia tutti gli stalli di sosta sul porto erano praticamente esauriti. Estremi che convincevano il Capitano Mignone ad evitare ulteriori intasamenti che potessero aggravare la situazione. Ma a quel punto si scatenava l’ira dei ristoratori.

LA PROTESTA – Non appena un’auto dei vigili si  posizionava di traverso a sbarrare l’ingresso al porto, giungevano sul luogo diversi ristoratori ed esercenti commerciali di Largo Emporio e del centro storico chiedendo con veemenza l’immediata revoca di un provvedimento a detta loro eccessivo e che “arrecava un grave danno alle attività economiche visto che ormai le auto non potevano più raggiungere il porto”. Tensione alle stelle poi quando, alle richieste di riapertura avanzate dai ristoratori, seguivano dei netti dinieghi da parte dei vigili in servizio che si limitavano a rispondere “stiamo eseguendo un ordine del Capitano”. Esercenti che più volte minacciavano di bloccare il traffico nell’adiacente via Roma.

La discussione tra vigili e commercianti

L’ARRIVO DEL CAPITANO – Ma la tensione aumentava ulteriormente con l’arrivo del Capitano Mignone rea, secondo i ristoratori, di aver disposto una chiusura “scellerata, pericolosa e senza gli estremi di una situazione di emergenza e di cui se ne doveva assumere le piene responsabilità”. Accuse respinte fortemente dallo stesso Capitano che ribadiva come “la sicurezza dei residenti e dei passanti fosse in serio pericolo a causa di un porto e di un molo Caligoliano ormai al collasso e di agire nel pieno rispetto delle facoltà riservate dal codice della strada”. Capitano che poi, accompagnata da un’ausiliare del traffico, teneva un sopralluogo al molo Caligoliano per verificare se ci fossero le condizioni idonee per revocare la chiusura.

L’ARRIVO DEI CARABINIERI – Nel frattempo in via Battisti la discussione tra vigili e ristoratori continuava accesamente e culminava con una chiamata, da parte di quest’ultimi, ai Carabinieri per segnalare la presunta grave violazione che si stava commettendo nell’aver disposto tale chiusura che a loro dire li rendeva “ostaggi”. Ristoratori che poi scattavano foto da allegare ad una probabile denuncia che seguirà nei confronti del Comune di Pozzuoli. In concomitanza con l’arrivo dei Carabinieri faceva ritorno sul luogo della “disputa” anche il Capitano Mignone che dopo un lungo e acceso interloquire intorno all’una disponeva la riapertura di via Battisti.

La riapertura di via Battisti

IL RACCONTO DEI RISTORATORI – “E’ un disegno premeditato”, questa la frase più ripetuta dai ristoratori presenti e alla domanda su cosa si intendesse con tale affermazione un giovane ristoratore del porto rispondeva: “Questo è un provvedimento premeditato e contro di noi. Ci sono interessi in gioco. Probabilmente sul porto abita qualche personaggio di rilievo che infastidito da un locale intransigente ha deciso di colpire tutta la categoria presente sul porto. Altrimenti non si spiega perché da settimane ormai la zona del porto è sempre piena di carri-attrezzi e vigili quando in altre parti della città non ci sono. C’è qualcosa cosa che non torna. Inoltre le attività della movida in zona Coroglio e La Pietra sono da tempo in crisi e questo accanimento contro di noi è finalizzato a costringere i frequentatori della movida notturna a migrare verso quelle zone. C’è una regia oscura che non vuole più questo tipo di attività a Pozzuoli. Ci vogliono cacciare. Denunceremo il Comune di Pozzuoli per ciò che è accaduto e che lede uno dei principali diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione: la libera iniziativa economica”.

MOVIDA SELVAGGIA? – Selvaggia, un aggettivo che gli operatori della “Pozzuoli by night” hanno più volte rigettato sostenendo di svolgere semplicemente il loro lavoro e che ha portato nel tempo al consolidamento di un forte equivoco tra di essi: essere perseguitati e demonizzati. Ma “selvagge” non sono le attività commerciali che per una città come Pozzuoli, priva di stabilimenti industriali e a vocazione turistica, rappresentano uno dei perni principali su cui poggia l’economia locale incentrata sul settore terziario dei servizi. Selvagge sono le ripercussioni negative sulla quiete pubblica e il proliferare di attività illegali che ruotano attorno alla movida e amplificate da una cronica mancanza di infrastrutture e di controlli incisivi. Quello che i cittadini chiedono è il rispetto delle regole e degli interessi della collettività dove sia l’esigenze degli esercenti che dei cittadini possano coniugarsi efficacemente. Cittadini, residenti del luogo ma anche avventori che da anni subiscono le conseguenze di una movida sregolata e violenta: parcheggiatori abusivi, fuochi d’artificio sparati ad ogni ora della notte, musica alta fino all’alba, traffico e risse.

ALESSIO GAMBARDELLA

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