POZZUOLI – Una protesta composta, civile, silenziosa, che va avanti da un mese e mezzo. Tutti i giorni, dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio, con il freddo e la pioggia sono lì, a chiedere un diritto sancito dalla Costituzione: il lavoro. Lo fanno con grande dignità e rispetto.  “Continueremo a stare qui tutti i giorni, ma non blocchiamo nessuno perché rispettiamo chi lavora. Chiediamo solo un lavoro visto che qui sono arrivati nuovi finanziamenti e potrebbe esserci una possibilità per noi“. Circa 15 uomini, quasi tutti padri di famiglia che ogni giorno si danno appuntamento all’ingresso dell’impianto di depurazione di Cuma-Licola, in quel piazzale condiviso con i giovani immigrati che vengono caricati dalle auto per una giornata di lavoro a 30 euro. Sfruttamento. Disperazione. Ma anche dignità, tanta dignità. C’è di tutto davanti a quella rotonda tra la via Domitiana e via dei Platani.

LA SPERANZA – Un sit-in che  va avanti da oltre 4 giorni, anche con i turni. Chiedono un lavoro all’azienda edile che opera all’interno dei depuratori. Sono tutti disoccupati, la stragrande maggioranza arriva dal quartiere di Monterusciello. Quasi tutti manovali con anni di esperienze alle spalle. E molte delusioni. Proprio come recita lo striscione esposto alle loro spalle “La pazienza é finita. Basta bugie. Più certezze. Dateci il lavoro. Dignità“. In fondo solo questo chiedono, lavoro e dignità per sopravvivere.