POZZUOLI – Dopo quasi 8 anni ha lasciato il carcere Ferdinando Aulitto, 51 anni, detto “capellone”, pezzo da novanta del clan Longobardi di Pozzuoli. Dal 6 febbraio è sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata. Aulitto fu arrestato all’alba del 24 giugno del 2010 durante l’operazione “Penelope” insieme ad altre 85 persone appartenenti ai clan Longobardi e Beneduce e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione. Pena poi ridotta in appello a 9 anni e 4 mesi. Nei suoi confronti l’accusa di estorsione per conto del clan: tra le sue vittime negozianti e parcheggiatori abusivi, questi ultimi -secondo i pentiti- venivano taglieggiati da Aulitto insieme al fratellastro Gennaro Sannino.

L’AGGUATO – Fedelissimo di Gennaro Longobardi e RAS del quartiere di Monterusciello, Aulitto fu vittima di un agguato nel 2006 durante la guerra tra i Longobardi e i Beneduce: contro di lui e altre due persone i sicari esplosero numerosi colpi di arma da fuoco in via Verga, nei pressi della pescheria di un parente. Nel corso degli anni Aulitto ha fatto parte del clan dei quartesi capeggiato da Salvatore Cerrone detto “Tonino ‘o biondo” e Nicola Palumbo “faccia abbuffata” e per un periodo è stato un uomo del clan di Gaetano Beneduce.