POZZUOLI – Hanno trascorso la notte a guardare il “grande mostro”, quell’Alveo dei Camaldoli che ad ogni pioggia fa paura. E quando all’alba ha rotto gli argini, inondando un’area fortunatamente non abitata, nella mente dei residenti della piana di Licola sono ritornate le immagini dell’alluvione del 2011 quando numerose abitazioni furono sommerse da acqua e fango. Da allora da queste parti il tempo sembra essersi fermato, continua lo sversamento di rifiuti lungo gli argini e nel canale. Carcasse di auto, tronchi di alberi e rifiuti di ogni genere che formano pericolosi “tappi” i quali deviano il normale flusso delle acque (in teoria piovane) raccolte dall’alveo.

LA PAURA – Ma nonostante ciò i residenti hanno paura e per l’intera giornata i residenti hanno fatto la spola tra le loro abitazioni e l’alveo per controllare il livello dell’acqua. «Stanotte eravamo tutti qui sopra a vedere cosa succedeva -raccontano- eravamo pronti a scappare nel caso in cui avesse rotto gli argini anche nel lato di sinistra, quello dove ci sono le nostre abitazioni. Abbiamo pagato già tanto 6 anni fa e non possiamo ogni vivere con questo terrore. Chiediamo aiuto al comune di Pozzuoli, a quello di Giugliano, alla Regione e a tutte le istituzioni affinché intervengano per mettere fino a questo scempio. Per mesi non è piovuto e nonostante abbiamo denunciato tante volte la presenza di rifiuti e i pericoli nessuno ha mosso un dito». 

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