I due ladri sono stati inseguiti e arrestati dai poliziotti del Commissariato di Pozzuoli

POZZUOLI – E’ già libero uno dei due uomini di etnia rom arrestati meno di 24 ore fa dagli agenti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli dopo un inseguimento di oltre 30 chilometri. Finiti in manette dopo aver rubato all’interno di alcune vetture e poi tentato di portare via un’automobile in via Solfatara, nei pressi della scuola Giacinto Diano, i due sono stati processati in mattinata per direttissima. H.C,. minorenne, ha 17 anni e nel suo casellario giudiziale compaiono già altri reati. Di un anno più grande invece S.A., il complice, che come lui ha la doppia nazionalità italiana e rumena.  Per il minorenne  è  stato disposto il trasferimento presso il centro di accoglienza minorile ai Camaldoli; mentre il 18enne, incensurato, è stato condannato a 10 mesi di reclusione ma con pena sospesa. Quindi, dopo il processo, il giovane ha potuto fare ritorno a casa.

L'incrocio di Lago Patria dove sono stati arrestati i due

SCENE DA FILM D’AZIONE  con un inseguimento a 220 all’ora per oltre 30 chilometri iniziato a Pozzuoli e conclusosi a Lago Patria, dove l’auto con a bordo i malviventi ha terminato la sua fuga andandosi a schiantare contro un muro. Poi l’ultimo inutile tentativo di fuga a piedi, prima di essere arrestati dai poliziotti del commissariato di Pozzuoli.  I fatti si sono verificati intorno alla mezzanotte di giovedì, prima a Pozzuoli, dove i due giovani avevano assaltato diverse automobili in sosta; poi all’incrocio di Lago Patria, dove terminavano la fuga. Secondo le ricostruzioni effettuate dagli agenti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli diretti dal Vice Questore Michele Cante, i due dopo aver rubato all’interno di diverse vetture parcheggiate in via Campi Flegrei, nella zona alta della città, stavano tentando di rubare una BMW di nazionalità belga parcheggiata nello spazio antistante la scuola Giacinto Diano, in via Solfatara. Mandato in frantumi un vetro del finestrino, il 17enne e il 18enne stavano per impossessarsi del veicolo quando venivano notati da una volante di passaggio in zona.

L’INSEGUIMENTO E L’ARRESTO – A quel punto, alla vista dei poliziotti, i due si davano alla fuga a bordo della loro Lancia Lybra. Ne nasceva un inseguimento  a folle velocità per oltre 30 chilometri lungo le strade della città. E’  probabile, secondo gli inquirenti, che il motore della vettura utilizzata dai malviventi  fosse stato manomesso visto che in alcuni punti il veicolo raggiungeva i 220 chilometri orari. Braccati, i due tentavano inutilmente di far perdere le proprie tracce. Intanto, in supporto agli agenti impegnati nell’inseguimento giungevano altre due volanti, tra cui una proveniente dal commissariato di Giugliano. Chiuse le vie di fuga, i malviventi terminavano  la loro folle corsa a Lago Patria, nei pressi dell’incrocio che conduce alla Variante Anas dove, dopo aver perso il controllo della vettura, finivano per schiantarsi contro il muro di un supermercato. A quel punto, ormai senza via di scampo, dopo aver accennato un ennesimo tentativo di fuga, i due venivano bloccati e arrestati.

GENNARO DEL GIUDICE