Magliulo si commuove mentre legge la lettera di addio alla città

POZZUOLI –  Non è riuscito a trattenere le lacrime Agostino Magliulo dopo aver letto la lettera d’addio alla città. «Avrò commesso degli errori, ma non si può per questo motivo sciogliere un consiglio comunale. Potevano anche concedermi il tempo di cambiare e modificare i miei comportamenti. Mi hanno accusato di essere stato eletto grazie ai poteri forti. Ebbene, la mia caduta spiega quali sono i poteri forti» – queste le parole dell’ormai ex sindaco di Pozzuoli a 48 ore dallo scioglimento della sua amministrazione dopo le dimissioni dei 13 consiglieri comunali. Con lui nella sala conferenze dell’hotel Agave gli assessori della sua giunta, 7 consiglieri del PDL, i 3 dell’UDC e 2 di Pozzuoli Futura che hanno condannato duramente l’operato dei 4 consiglieri di maggioranza che hanno firmato le dimissioni martedì sera.

VELENI –  Poi Magliulo è passato all’attacco dei “traditori”. « Non è giusto dare le colpe solo a Pacileo e Iasiello, sono gravi anche le posizioni di Maione e Costigliola che hanno agito così anche in passato. Meglio quando c’erano le norme precedenti, che consentivano di sostituire un sindaco. Quando ho appreso la notizia stavo lavorando per la città. Non voglio rispondere a Figliolia, ma dico solo che lui ce l’ha con me da quando mi è stata proposta la candidatura, perchè fino a Marzo era lui il sindaco»

RICANDIDATURA – Dopo il discorso di addio di Magliulo, che nel suo intervento ha sciorinato una serie di interventi messi in atto dalla propria amministrazione, ha preso la parola l’ex assessore all’innovazione tecnologica Mario Migliuolo, seguito dal presidente del consiglio Paolo Tozzi, dal capogruppo Pdl Mario Cutolo e da Giovanni Pollio dell’UDC, i quali dopo aver attaccato pesantemente i 4 consiglieri di maggioranza dimissionari, hanno auspicato una ricandidatura a sindaco di Agostino Magliulo.

GENNARO DEL GIUDICE