POZZUOLI – Mentre volontari e animalisti si preparano a ricordare Spike, il cane torturato e dato alle fiamme il 6 luglio di quattro anni fa a Pozzuoli, una nuova storia di violenza e barbarie verso gli animali sembra scuotere la città. Arriva dalle sponde dei laghi Lucrino e d’Averno, dove da tempo trovano rifugio alcuni cani randagi. Ebbene, secondo il racconto di alcuni testimoni oculari, tra cui la volontaria Salvina Riccio, un meticcio sarebbe stato avvelenato, squarciato con un palo e seppellito. “Dalla testa lungo la spina dorsale e tagliato, aperto. C’era un palo accanto al luogo dove è stato poi ricoperto con un cumulo di terreno” Una scena dell’orrore che si è presentata davanti ai loro occhi, in uno spiazzo di terreno al termine di un viottolo che sorge lungo la strada che gira attorno ai due laghi.

IL MOSTRO – Il cucciolo ammazzato faceva parte di un gruppo di meticci randagi che frequentano la zona e che da sempre vengono accuditi da alcune volontarie. Chi sarà l’autore di un gesto così atroce? E, soprattutto, perchè ammazzare quell’animale? Che “fastidio” avrà dato quel cane di taglia medio piccola? Domande che in queste ore si pongono i volontari della zona che chiedono di fare luce sulla brutale uccisione, che arriva a tre giorni dal quarto anniversario della morte del povero Spike. “Aiutateci a trovare il colpevole o i colpevoli e a difendere gli altri tre meticci del gruppo che ora sono spaventati e feriti. – é l’appello di Salvina– Tra di loro c‘è una che è incinta, ha la zampetta posteriore ferita e non riesce ad appoggiarla a terra. È stata investita qualche giorno fa. Proteggiamoli!”.