Un momento del consiglio comunale

POZZUOLI –  Subito dopo lo scioglimento del consiglio comunale, ma forse anche prima, a Pozzuoli era già cominciato il toto coalizione per la prossima tornata elettorale. Niente di nuovo conoscendo il “valore” della classe politica puteolana troppo spesso dedita al calcolo matematico dei voti di coalizione invece di pensare ai programmi per il bene della città. Nessuno li vuole e loro sembrano cercare rifugio nel ” Terzo polo”, un nuovo fronte politico che anche a livello nazionale stenta a decollare: se non fosse per i media politically correct probabilmente nemmeno nominativamente avrebbe una parvenza di consistenza.

I NEO “TERZOPOLISTI”  a Pozzuoli fanno i conti senza l’oste ovvero senza considerare il posizionamento dell’Udc il quale attraverso i suoi manifesti sembra aver già dichiarato con quale parte stare. Parole dure ed aspre nei confronti dei cosiddetti “sabotatori” della città, etichettati come professionisti della sfiducia che adesso troverebbero collocamento naturale nei partiti che almeno a parole dovrebbero formare il terzo polo, già appellato da qualcuno “terza cosa”. L’Udc sembra orientata a tenere fermo il rapporto con i lealisti dell’ex sindaco Magliulo, quindi con la corrente nascente del Pdl.

Tito Fenocchio e Filippo Monaco

DISCRIMINATI POLITICI –  Dunque Guido Iasiello, Gennaro Pacileo, Salvatore Maione e FabioCostigliola (gli ormai famosi sabotatori) sarebbero dei discriminati politici che nessuno dice di volere con sè, ma sarà vero? Intanto proseguono le trattative per creare una coalizione di centrodestra credibile che imbarchi tutti un’altra volta e così Pasquale Giacobbe ed i suoi fidati Iasiello e Pacileo guarderebbero con favore all’Api dell’avvocato Salvatore Di Bonito, una manovra che gli permetterebbe di avvicinare l’Udc di Giovanni Pollio e Mario Marrandino (Tommaso Pollice è dell’Udc?).

MONACO SINDACO? –  Così il consigliere regionale del Pdl Giacobbe “infilerebbe” Iasiello e Pacileo in una sorta di terzo polo per poi andare a lavorare ai fianchi il Popolo della Libertà spingendo per la candidatura di un altro “dinosauro” politico ovvero Filippo Monaco. L’esperienza politica in “Pozzuoli Futura” deve averlo scosso moltissimo dopo che la sua lista (o meglio la sua Torre di Babele) si è distrutta completamente in quanto mai esistita per davvero. Accanto all’Api ed all’Udc e poi al Pdl con candidato Filippo Monaco si affiancherebbe anche Fli di Maione alla ricerca di “soci”.

Guido Iasiello

UN GRAN CASINO,  l’ennesimo guazzabuglio medioevale che non lascia spazio ai veri problemi della città, ma soltanto al raggiungimento di un becero e misero quorum di lista per un consigliere e magari un assessore se il futuro Sindaco lo concederà. Ma torniamo alla questione Giacobbe-Api, quest’ultimo infatti smentisce categoricamente e con stizza la notizia di un “appropriazione” del partito da parte di Pasquale Giacobbe, dato in uscita dal Pdl, per mezzo della congiura di palazzo contro Magliulo che ha ordito il nipote Iasiello. L’Api di Pozzuoli infatti fa uscire questo comunicato: “Il gruppo Api di Pozzuoli coordinato dall’Avv. Salvatore Di Bonito sente la necessità di fare chiarezza sulle numerose dicerie che circolano nella nostra città circa l’ingresso dell’ex sindaco Pasquale Giacobbe insieme a due consiglieri a lui vicini. A tal proposito ci siamo confrontati con il coordinatore provinciale on.le Giuseppe Pietro Maisto, con il coordinatore regionale sen. Giacinto Russo nonchè con il presidente nazionele Francesco Rutelli i quali meravigliati hanno smentito di aver avuto alcun contatto con Pasquale Giacobbe. Ad ogni modo il gruppo Api di Pozzuoli non si preclude la possibilità di confrontarsi sul nostro progetto e percorso e sulle finalità politiche, tenendo presente che precedentemente i suddetti hanno avuto una posizione compeltamente diversa dalla nostra. Pertanto motivo come naturale sarebbe interessante capire la loro nuova posizione politrica, tutto ciò nella nostra sede politica e con il nostro coordinatore cittadino Avv. Salvatore Di Bonito”.

PASQUALE GIACOBBE E L’API –  Come dire: un colpo al cerchio ed uno alla botte per dire che per il momento nell’Api Giacobbe e company non ci sono ancora, ma se ne può parlare. E certo, chi non vorrebbe i voti dei giacobini per entrare in consiglio comunale? Nulla osta però da parte di questi ultimi di fare il famoso salto della quaglia abbandonando il partitino di Rutelli. Vedremo come andrà a finire e se il matrimonio tra Giacobbe e l’Api si farà o meno. Intanto tutti parlano tra di loro, si mandano messaggi e messaggini, ma non hanno la minima idea di cosa significhi parlare con i cittadini e capire in quale crisi economica e sociale il paese è sprofondato. Va bene parlare di politica, non va bene parlare con la calcolatrice alla mano per contare i voti che servono ad una coalizione per poter vincere le elezioni comunali. Chissà cosa ne pensano i puteolani di tutto questo, sarebbe interessante chiederlo a tutti quelli che hanno difficoltà lavorative purtroppo derivanti dall’egoismo di pochi che per avarizia e gola (peccati capitali) hanno negli anni pensato solo a riempirsi le tasche di trenta denari.

IL CECCHINO