I rifiuti nel Tempio di Serapide

POZZUOLI – Il Tempio di Serapide negli ultimi anni complice un problema alle pompe mai risolto, è passato da sito archeologico di interesse mondiale a stagno maleodorante. Ora, però, si sta per assistere ad una nuova “evoluzione”: da stagno sta passando a discarica! Infatti, decine e decine di stagnole, lattine, cartacce e bottiglie di plastica ricoprono un lato del prato che circonda l’antico Macellum romano. Uno spettacolo indegno e indecoroso per un sito archeologico di tanta importanza. Qualcuno ha ben pensato che in assenza di sorveglianza fosse il giusto posto dove gettare lattine e cartacce dopo i propri bivacchi restituendo un triste “spettacolo” oggi ancora più visibile dato che nei giardinetti sono state eliminate le erbacce. Le colpe? Sicuramente duplici: da un lato chi sporca, dall’altro chi non pulisce.

LE DUPLICI RESPONSABILITA’ – Se è vero infatti che è pietoso gettare rifiuti in un sito archeologico, è ugualmente vero che scempi del genere vanno ripuliti immediatamente. Affacciandosi sul Tempio oggi ci si può trovare di tutto, dalle bottiglie di birra, alle lattine di bibite analcoliche, dai palloni fino alle bottiglie d’acqua. Insomma, un vero campo di battaglia. Uno scempio per il quale non possono esserci scusanti: infatti, lungo la “passeggiata” intorno al Tempio i cestini sono numerosi, pertanto nessuna scusante è ammessa. Allo stesso tempo, con la  rimozione delle erbacce, si sarebbe potuto rimuovere anche il cumulo di spazzatura che giace in un vasto angolo del prezioso reperto antico. Ma purtroppo così non è stato e  il Tempio di Serapide si ritrova oggi a “subire” un nuovo “declassamento”: da palude a discarica.

ANGELO GRECO

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