Il Tempio come si presentava questa mattina

POZZUOLI – L’assurdità che diviene normalità è una delle contraddizioni insite nella città di Pozzuoli. Lo stato in cui versano alcuni dei suoi principali siti archeologici è forse l’esempio più lampante di ciò. Preziose risorse culturali che potrebbero fare la fortuna della città abbandonate e prive di cura. Molte spesso, più che l’abbandono in quanto tale, colpisce la facilità della risoluzione dei problemi che invece non vengono mai affrontati in maniera definitiva

IL TEMPIO ALLAGATO – Il Tempio di Serapide può essere tranquillamente essere considerato il simbolo della città, le famose tre colonne della parte centrale del “Macellum Serapeo” sono senza dubbio un’icona di riconoscimento diffuso ovunque. Questa icone può essere eletta a simbolo anche del paradossale stato in cui versa tutta l’archeologia puteolana. Sono ormai due mesi che abbiamo denunciato attraverso le nostre pagine il nuovo allagamento dell’antichità, dovuto come capita ormai da tre anni a questa parte al non funzionamento delle pompe idrovore poste all’interni del sito. Pompe che avrebbero il compito di eliminare l’acqua piovana e i residui dell’irrigazione dall’interno del “Macellum” ma che a quanto pare non compiono il loro dovere. Lasciando buona parte delle antichità ricoperta dall’acqua.

LA SITUAZIONE PRECIPITA – Con l’arrivo delle temperature più alte l’acqua presente nel Tempio andrà ad imputridirsi trasformando la preziosa antichità in uno stagno male odorante. Inoltre lo specchio di acqua artificiale in poco tempo diventerà (come sempre è accaduto in questi anni) l’habitat naturale per zanzare, rane e rospi. In breve tempo chi ha intenzione di cenare mirando l’antichità romana, si ritroverà a dove combattere con il cattivo odore, le zanzare e sarà accompagnato dal canto di rane e rospi.

ANGELO GRECO