POZZUOLI – Un ricorso per dimostrare che la giunta targata Vincenzo Figliolia fosse stata messa su senza rispettare le pari opportunità ed uno statuto comunale illegittimo che glielo avrebbe permesso. A presentarlo non avversari politici dell’opposizione, bensì iscritti allo stesso partito del primo cittadino: Assunta Tartaglione e Valeria Valente, entrambe del Pd. Quanto meno curiosa la vicenda che risale all’epoca del secondo mandato di Figliolia, nel 2012, e che sembrava destinata al dimenticatoio.

Il segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione

IL RICORSO AI GIUDICI – A rispolverarla sono stati invece i giudici della Prima sezione del Tar della Campania. Nell’esecutivo varato cinque anni fa figurava una sola donna: Teresa Stellato. Con lei sedevano in giunta altri sei assessori, tutti uomini: Francesco Fumo, Mario Marrandino, Francesco Cammino, Alfonso Trincone, Roberto Gerundo, e Carlo Morra. Le democratiche Assunta Tartaglione e Valeria Valente, in qualità di potenziali componenti della squadra di governo, decisero dunque di far valere le proprie ragioni, sottolineando come fosse stato gettato alle ortiche qualsiasi principio di uguaglianza, sancito dalla Costituzione nonché dal Testo unico degli enti locali.

LA SENTENZA – Il “fuoco amico”, tutto interno al Patito Democratico, non ebbe alcuna conseguenza. Soltanto ora, infatti, i magistrati si sono espressi, dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Nel frattempo, non solo quella giunta (nella quale tre anni dopo sarebbero entrate altre donne) non c’è più, ma dopo le ultime elezioni del giugno scorso a Pozzuoli c’è un esecutivo tutto nuovo e nel quale figurano ben tre donne: Maria Teresa Moccia di Fraia, Fiorella Zabatta e Anna Maria Attore.

ATTACCO POLITICO? – Dunque, l’attacco sferrato da due esponenti dello stesso partito del sindaco (Assunta Tartaglione è segretario regionale del Pd, componente del coordinamento nazionale delle donne democratiche; Valeria Valente è capogruppo Pd nel consiglio comunale di Napoli, ex candidato sindaco alle amministrative del 2016 e presiede il Comitato Pari Opportunità della Camera) non ha sortito alcun effetto. Resta un interrogativo: fu solo una battaglia per difendere le pari opportunità o anche un attacco politico contro Vincenzo Figliolia, all’epoca non ancora renziano?