La "becera scusa" alla base della chiusura dell'anfiteatro Flavio

POZZUOLI– “Lasciate ogni speranza voi che arrivate a Pozzuoli“. Probabilmente avrebbe letto questa scritta Dante trovandosi alle porte della città di Pozzuoli. Stamattina infatti l’ennesimo episodio di cattiva organizzazione, inciviltà e mediocrità che la più grande delle città flegree ha saputo dare ad un gruppo di turisti stranieri arrivati per visitare l’Anfiteatro Flavio.

L’ARRIVO – Scesi dal loro bel pullman da turismo intorno alle 13 gli ignari visitatori armati di macchina fotografica e cappellino per proteggersi dal sole, si sono avviati ai cancelli dell’Anfiteatro Flavio speranzosi di stupire gli occhi con la magnificenza delle opere di romana memoria. Però qualcosa è andato storto, qualcosa in una soleggiata domenica di ottobre non ha funzionato: il cancello d’ingresso al terzo Anfiteatro d’Italia era sbarrato, chiuso. All’esterno un cartello o meglio un foglio di carta con su riportata una riprovevole scusa che ha riferito agli avventori che proprio oggi non avrebbero potuto vedere nessun anfiteatro se non dall’esterno del cancello.

IL MESSAGGIO – In un paese dove i politici eletti dai cittadini si ingozzano con milioni di euro provenienti dalle tasche dei contribuenti, un’opera antica e di inestimabile valore è rimasta chiusa perchè: “LA DIREZIONE SI SCUSA CON IL GENTILE PUBBLICO SE IL MONUMENTO RESTERA’ CHIUSO NELLA GIORNATA ODIERNA 14/10/2012 PER UN’IMPROVVISA GIUSTIFICATA ASSENZA DEL PERSONALE DI CUSTODIA“.

I turisti costretti a lasciare l'Anfiteatro Flavio (foto Lorenzo Sozio)

LA VERGOGNA –  Non tocca a noi commentare questo osceno, vergognoso ed indegno messaggio che hanno letto tutti quelli che stamattina volevano entrare a visitare l’Anfiteatro, ma non ci possiamo esimere da qualche piccola considerazione. Infatti se un servizio funziona ci sono dei sostituti che in questo caso avrebbero dovuto sopperire alla mancanza del personale di custodia, ma Pozzuoli è il paese delle barzellette dunque è possibile anche arrivare dalla Germania per visitare l’anfiteatro e trovarlo chiuso perchè magari al custode faceva male il pancino e guarda un pò proprio di domenica.Per carità, si facesse curare nel migliore degli ospedali, ma se l’amministrazione della Soprintendenza ai beni archeologici non è in grado neppure di assicurare un servizio di custodia allora rassegnino tutti le dimissioni e cambino mestiere.

LE COLPE DELLA CLASSE DIRIGENTE – Una classe politica ed una classe dirigente statale e non che hanno ormai decretato la loro incapacità, inadeguatezza e sciatteria nella gestione della città di Pozzuoli e dei suoi tesori inestimabili. Una condizione economica dettata dalla mancata volontà di costoro di far decollare un tessuto economico che altrimenti potrebbe scalfire le loro piccole lobby di potere, consolidatesi negli anni e che ogni giorno di più trasformano un paese dalle grandi potenzialità in una periferia dove l’anti-stato ha terreno fertile nelle vecchie e nuove generazioni. E’ il momento di dare a Cesare quel che di Cesare, di far avanzare una coscienza civile in grado di scacciare i vecchi soloni della politica ed i vecchi dirigenti incapaci, per dare vita ad una nuova coscienza comune in grado di rendere davvero vivibile la città di Pozzuoli.

GENNARO MAIONE

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