Il Sindaco Vincenzo Figliolia

POZZUOLI –  Qualcosa non è andato per il verso giusto nella supermaggioranza Figliolia durante l’elezione dei componenti  della “Commissione Locale del Paesaggio”.  A tal punto da costringere  due dei 19 membri della maggioranza a votare insieme all’opposizione. Ma chi sono questi “franchi tiratori” ? Sul primo non ci sarebbero dubbi (il condizionale è d’obbligo visto lo scrutinio segreto): è Paolo Tozzi, nome che non stupisce visto il “trattamento” che il consigliere comunale dei Verdi sta ricevendo dal giorno della presentazione delle liste elettorali dai suoi “compagni” di coalizione. L’altro invece è da ricercare tra le fila di PD, UDC, SEL e Bene “Comune”.

LA COMMISSIONE –  Dunque, ieri in consiglio comunale si votava l’istituzione della “Commissione Locale del Paesaggio”, un organo tecnico-consultivo che esprime i pareri obbligatori  per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica di competenza comunale. Il regolamento comunale che ne disciplina il funzionamento può attribuire alla  commissione ulteriori compiti tra i quali l’espressione di pareri e valutazioni nell’ambito dei procedimenti di compatibilità paesaggistica e di ogni altra attività di tutela e di valorizzazione del paesaggio. Bisognava eleggere 5 membri da scegliere tra una rosa composta da 57 professionisti. Unica votazione a scrutinio segreto. Ognuno voleva un proprio rappresentante, troppo delicato e importante il lavoro di questa commissione. E allo stesso tempo, un “banco di prova” per così dire utile a misurare il polso alla compattezza della supermaggioranza.

La tensione di Cutolo, Cossiga e Orsi in attesa dei risultati

LA RIPARTIZIONE – Due membri della commissione erano in “quota” al Partito Democratico ed alla Lista civica “Bene Comune”; uno era stato “assegnato” all’UDC; uno a SEL; e infine, uno all’opposizione. Prima del voto, arrivato dopo la discussione di 4 dei 14 punti all’ordine del giorno, arrivavano le “profetiche” parole di Tito Fenocchio, un invito a tutti gli elettori: “Evitare familiarismi”. Richiesta che però cadeva nel vuoto visto che qualche minuto dopo veniva eletto Matteo Gennaro Cutolo, cugino di primo grado del consigliere comunale dell’UDC Mario Cutolo. All’appello di Fenocchio seguiva  la richiesta di Michelangelo Luongo (SEL) “Analizzare per prime le pratiche che possono offrire lavoro”; e infine il tentativo di Paolo Tozzi (Verdi) che, giunto in ritardo tra i banchi dell’Assise, non aveva la possibilità di presentare un emendamento “Attraverso il quale volevo chiedere di eleggere persone nuove senza interessi lavorativi sul territorio”. Altre parole profetiche…

LA VOTAZIONE –  Allo scrutinio prendevano parte i 24 consiglieri ai quali si aggiungeva il Sindaco. Ma prima del voto due membri della minoranza (Filippo Monaco e Pietro De Vito) lasciavano l’aula. Dunque, a votare c’erano 20 membri della maggioranza e 3 dell’opposizione. Ma nonostante ciò usciva la “sorpresa”. Infatti, l’urna restituiva ben 5 voti riconducibili a due nomi in quota opposizione e vale a dire Vittorio Gloria e Vincenzo Parente. Pertanto, se la matematica non è un’opinione, 2 voti  giungevano dalla maggioranza: e se uno era riconducibile a Paolo Tozzi, l’altro arrivava da uno dei restanti 18 consiglieri della maggioranza di Vincenzo Figliolia.

I RISULTATI – Tra i 57 in lizza, 6 erano quelli che si contendevano i 5 posti a disposizione. E ognuno con alle spalle uno o più “sponsor. I 5 eletti erano Vincenzo Mazzella (5 voti) ed Enrico Laezza (4 voti) espressioni del PD e della civica “Bene Comune”; Gennaro Prebenda (4 voti) sostenuto da Sinistra Ecologia e Libertà; Vittorio Gloria (3 voti), sostenuto da Salvatore Maione (FLI), Tito Fenocchio (Uniti per la Libertà) e dal Verde separato in casa Paolo Tozzi; e infine, Matteo Gennaro Cutolo (5 voti), cugino di primo grado del consigliere comunale Mario Cutolo, presidente della commissione lavori pubblici. Sconfitto invece Vincenzo Parente,  espressione del PDL di Guido Iasiello e del consigliere regionale Pasquale Giacobbe, al quale sono andati appena 2 voti complice l’assenza di De Vito e Monaco. E proprio su Parente che sarebbe spuntato l’altro “franco tiratore” visto che su 3 voti dell’opposizione disponibili, 2 erano finiti su Gloria. Pertanto, se un voto è arrivato da Iasiello l’altro da chi è stato espresso? A Figliolia e ai suoi “fedeli” l’arduo compito di individuare il “traditore”….

GENNARO DEL GIUDICE