POZZUOLI – Dopo quanto emerso in merito alla sanzione erogata dall’Anac all’intera giunta Figliolia per aver approvato in ritardo il “Piano triennale di prevenzione anticorruzione”, il primo cittadino è intervenuto in prima persona. Lo ha fatto dopo alcuni attacchi ricevuti da due diversi candidati sindaci alle prossime amministrative, Sandro Cossiga e Raffaele Postiglione.

“NEGLIGENZA DELLA BUROCRAZIA” – «Innanzitutto partiamo dal presupposto che il piano anticorruzione è stato approvato in ritardo e che abbiamo presentato ricorso contro la delibera che sancisce la sanzione, per diversi motivi – sottolinea Vincenzo Figliolia – C’è stato un ritardo ma si tratta di una negligenza non collegata all’attività politica e amministrativa, bensì a quella burocratica. Tant’è che la Giunta ha approvato il piano anticorruzione in data 22 gennaio, e il Consiglio si è espresso a favore in data 28 gennaio».

Il presidente dell’Anac Raffaele Cantone

“RICORSO PER RISTABILIRE LA VERITÀ” – Dunque, la fascia tricolore difende la sua squadra di governo, ma al contempo sembra voler indirizzare la responsabilità di quanto accaduto all’esterno dell’esecutivo: «All’apparato burocratico-dirigenziale non restava che approvare, nonostante sia stato sollecitato da me a farlo. Tutti questi elementi motivano il ricorso. Quello che è accaduto dopo, nonostante i solleciti miei per l’adozione del piano, non è di competenza diretta dell’Amministrazione. Il ricorso saprà ripristinare la verità. La trasparenza e la lotta alla corruzione sono per Pozzuoli un punto fermo su cui non è mai stato fatto nessun passo indietro. Abbiamo nominato, con concorso, nuovi dieci dirigenti – aggiunge il sindaco di Pozzuoli – per distribuire gli incarichi e il peso della macchina comunale, ed evitare che fossero accentrati nelle mani di pochi, con il rischio di infiltrazioni corruttelari. Quando ci siamo insediati ce ne erano soltanto due di dirigenti. Abbiamo ridimensionato gli incarichi dei funzionari, perché sono in fase di accertamento alcuni episodi che potrebbero celare meccanismi sospettosi. Abbiamo lavorato e lavoriamo per garantire trasparenza e legalità».

ATTACCO AI CANDIDATI – L’affondo finale è rivolto ai “competitors” che nelle ultime ore non gli hanno risparmiato critiche: «Questo vorrei che fosse chiaro a tutti, soprattutto per evitare infondate strumentalizzazioni. A chi racconta altro in queste ore pur di tentare di avere visibilità per la propria campagna elettorale, invito a dire verità non smentibili, per evitare di fare poi magre figure».