Fenocchio mentre arringa la folla

POZZUOLI –  Si finisce con Fenocchio che arringa la folla «Né padrini né padroni» dopo aver sferrato due “colpi bassi” ai suoi rivali Figliolia e Monaco. E’ carico Tito, accanto a lui c’è l’ex sindaco Agostino Magliulo, seduto proprio dietro quel tavolo  dove il 22 novembre scorso 13 consiglieri firmarono le dimissioni per mandarlo a casa. E chissà che con la sua presenza ieri l’ingegnere non abbia voluto fare da esorcista. Intanto, dopo il clamoroso dietrofront di Artiaco ieri sedeva accanto al nuovo candidato a sindaco di quello che, nei progetti, doveva essere il “Quarto polo” « Il mio progetto è in stretta continuità con il progetto Artiaco che a sua volta nasceva in continuità con Magliulo – ha precisato Tito Fenocchio –  I progetti non vengono solo dalle persone ed io ero uno dei promotori di quel progetto che scelse Artiaco.  Poi la stoccatina all’UDC – Mi chiedo quale sia la riflessione programmatica che gli ha fatto cambiare idea sul programma del centrosinistra»

L'intervento dell'ex sindaco Magliulo

FENOCCHIO CONTRO MONACO E FIGLIOLIA –  In sala al “Castello” di Arco Felice ci sono oltre 200 persone, molte arrivano dal quartiere di Monterusciello, da sempre la roccaforte dove Tito Fenocchio ha aperto diversi anni fa l’associazione “Crescere Insieme”. Tra la folla ci sono anche alcuni ex assessori della Giunta Magliulo,D’Angelo, De Falco e Migliuolo «Sono emozionato – esordisce il candidato a sindaco della civica “Uniti per la libertà” –  Vorrei avere la capacità oratoria per rendere a voi pensieri ed emozioni. Poi passa a leggere la lista dei candidati al consiglio comunale. Mi chiedono perché siete scesi in campo? Ed io rispondo, come potevamo non scendere in campo su un percorso tracciato da noi? Da una parte c’è uno che si presenta per la terza volta dopo che la prima è stato cacciato e poi bocciato col programma e che oggi si presenta dopo aver fatto una transumanza.  Dall’altra parte c’è un altro di cui non si capisce nemmeno il programma. Lui e Figlioia dicono le stesse cose, sono portatori di un progetto sconfitto. Noi rappresentiamo la buona politica, che sta con la gente, che rappresenta la gente. Poi Fenocchio parla dei bisogni della popolazione, di sicurezza, lavoro, macchina comunale e riprende uno dei punti salienti di questa sua campagna elettorale: lo sforamento del patto di stabilità. Bisogna rendere appetibili le nostre risorse creando società pubbliche e private. A Pozzuoli dobbiamo fare 400 posti di lavoro con le opere incompiute. Bisogna dire no né a padroni né a padrini perchè i nostri padroni devono essere gli elettori».

La sala

GUERRA FRA BANDE –  Accanto a Fenocchio, oltre all’ex sindaco di Pozzuoli Agostino Magliulo, ci sono Procolo D’Isanto responsabile del nuovo PSI di Pozzuoli e Gennaro Salvatore, consigliere regionale e segretario del nuovo PSI. A prendere la parola, prima di tutti è proprio l’ex sindaco «Dopo questo periodo sono tornato punto e a capo. Ritengo che far cadere un’amministrazione dopo 6 mesi sia un trauma per l’intera città. Ci prepariamo a una nuova campagna elettorale lunga e difficile. Pozzuoli non riesce ad esprimere una propria classe politica. La città è vittima di una guerra tra bande che ha impoverito il tessuto economico imbarbarendo anche la politica».

CACCIATA DI MAGLIULO CASO ANOMALO –   Infine tocca all’onorevole Gennaro Salvatore  «Magliulo mi fu presentato da amici del PDL come  il vero candidato della società civile. Mi chiamava tutti i giorni per farmi sollecitare Caldoro sui temi importanti per la città. Ho avuto difficoltà col PDL schierato dall’altra parte. Nessuno mi ha ancora spiegato perché Magliulo non sia più il Sindaco della città, perchè si sia bruciata un’amministrazione dopo appena 6 mesi.   Pozzuoli è un caso anomalo dove una coalizione che ha stravinto è stata poi sciolta.  Se Caldoro appoggerà Fenocchio? Caldoro non fa campagna elettorale»

GENNARO DEL GIUDICE

LE FOTO (di Angelo Greco)
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