Il Comando della Guardia di Finanza di Pozzuoli

POZZUOLI – Il centro nevralgico dell’attività fraudolenta era Pozzuoli, dove una piccola azienda era arrivata ad emettere fatture false fino a 6 milioni di euro verso 46 società dislocate in tutta Italia. Un giro d’affari “insolito” per una piccola ditta che ha subito attirato l’attenzione dei militari della Guardia di Finanza di Pozzuoli diretti dal Capitano Michelangelo Tolino i quali, attraverso verifiche fiscali e controlli alle società a cui venivano emesse fatture, hanno scoperto una maxi frode fiscale da 6 milioni di euro.

 

OBBLIGHI DI DIMORA – A finire nei guai sono stati due imprenditori (F.F., 50enne e Q.R. 63 anni di Pozzuoli)  ed un commercialista (A.C. 46enne di San Sebastiano al Vesuvio) nell’ambito di un’indagine, coordinata dalla Sezione criminalità economica della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, che ha consentito di portare alla luce un sistema di frode finalizzato all’evasione dell’ I.V.A. e delle imposte dirette. Nei loro militari infatti hanno eseguito 3 misure cautelari (obblighi di dimora) e sequestrato beni per un valore di oltre tre milioni di euro. Una misura cautelare è stata emessa anche nei confronti della figlia di uno dei due imprenditori puteolani coinvolti nella maxi frode

 

INSOLITO GIRO D’AFFARI – A destare l’attenzione degli inquirenti è stato il grosso giro di affari e una mole insolita di fatture rispetto alla portata dell’azienda, la “Bieffe SAS” con sede a Pozzuoli. La scoperta delle fattispecie delittuose di natura tributaria è stato l’epilogo di accertamenti di polizia economico-finanziaria e giudiziaria  svolti a seguito di verifiche fiscali espletate nei confronti di alcune società esercenti attività di installazione di telecomunicazioni in fibra ottica,  gestite da un commercialista e da due imprenditori, con la complicità di prestanomi.

 

L’INDAGINE – complessivamente, ha consentito di acclarare che le società coinvolte avevano emesso fatture relative ad operazioni oggettivamente e soggettivamente fittizie per un ammontare di circa 6 milioni di euro nei confronti di 46 imprese dislocate in Campania, Lazio, Emilia Romagna e Lombardia, fra cui figurano anche alcune grandi società del settore delle telecomunicazioni. Le ulteriori risultanze dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza, basata anche su indagini bancarie e patrimoniali, hanno fornito un quadro allarmante per le gravi condotte poste in essere che ha consentito all’A.G. di disporre l’applicazione di misure cautelari nei confronti degli indagati ed il sequestro dei beni loro riconducibili, al fine di garantire la pretesa erariale.

 

I SEQUESTRI – In sintesi, agli indagati sono stati sequestrati 6 immobili, ubicati nei comuni di Sinalunga (in provincia di Siena), Giugliano in Campania, Terzigno e Torre Annunziata; 4 autovetture e 4 motocicli; disponibilità finanziarie detenute pressi diversi intermediari dislocati sul territorio nazionale e conti correnti.

 

GENNARO DEL GIUDICE